Ascoli calcio, un’emozione lunga 120 anni


Dalla prima promozione in  A alla doppietta di Quadri nel derby, dal 3-2 di Torino al miracolo di Nicolini con il Cagliari. E poi il 3-3 di Reggio Emilia, il 3-2 alla Roma, il gol di Giorgi ad Ancona. Alcuni dei momenti più esaltanti dei 120 anni della “Regina del calcio marchigiano”

Una gloriosa storia lunga 120 anni. Ieri (1 novembre) l’Ascoli calcio ha celebrato i suoi primi 120 anni, oltre un secolo di vita ricco di successi, di emozioni, di soddisfazioni, con ben 16 partecipazioni al campionato di serie A, 22 a quello di serie B, dove detiene anche il record di punti nei tornei italiani a 20 squadre quando ancora c’erano i 2 punti per la vittoria (61 punti, stabiliti nel 1977-78 dall’Ascoli di Renna). Ma nel suo glorioso palmares l’Ascoli vanta anche il torneo di Capodanno (vittoria resa più prestigiosa dall’avversaria sconfitta in finale, la Juventus) una supercoppa di Lega Pro e una Mitropa Cup.

Fondata nel 1898  da un gruppo di studenti che inizialmente la denominarono Candido Augusto Vecchi, in onore dell’omonimo colonnello garibaldino nato a Fermo ma adottato dalla città di Ascoli, è tra i club più antichi d’Italia. Complessivamente sono 35 i presidenti che si sono succeduti con, non servirebbe neppure sottolinearlo, uno di loro che ha fatto la storia di questa squadra, portandola ad essere indiscutibilmente la “Regina del calcio marchigiano”. Ovviamente stiamo parlando di Costantino Rozzi, il “presidentissimo”, che ha guidato i bianconeri alla prima storica promozione in serie B e, poi, nella massima serie.

Pubblicità

La società, il Comune e la città hanno reso onore alla storia dei bianconeri con diverse iniziative. Da parte nostra, per onorare al meglio quello che è indiscutibilmente un importante patrimonio della città, vogliamo ricordare alcuni dei momenti più esaltanti ed emozionanti della sua gloriosa storia. A partire dalla prima storica promozione in serie A

9 giugno 1974: A come Ascoli

Quella del 9 giugno 1974 al Del Duca è una di quelle giornate che non si dimenticano tanto facilmente. Lo stadio, che all’epoca poteva contenere circa 15 mila spettatori, è troppo piccolo per contenere l’entusiasmo e l’affetto dei tifosi. La formazione guidata da Carletto Mazzone ospita il Parma e può conquistare la matematica promozione in serie A. Basta un punto per centrare l’impresa ma la tensione e l’emozione è palpabile.

La formazione che Mazzone manda in campo non è molto diversa da quella che due anni prima ha conquistato la prima promozione in serie B: Grassi, Perico, Legnaro, Colautti, Castoldi, Minigutti, Colombini, Vivani, Silva, Gola, Campanini. Il primo tempo si chiude sullo 0-0, ad inizio ripresa Mazzone inserisce Morello al posto di Legnaro e proprio il centrocampista neo entrato dopo una decina di minuti sigla il gol che fa esplodere un’intera città. La festa può iniziare, ad un quarto d’ora dal termine pareggerà Volpi ma la sostanza non cambia: l’Ascoli è in serie A

30 ottobre 1977: doppietta di Quadri, la Samb s’inchina

E’ l’ottava giornata di un campionato di serie B che per l’Ascoli di Renna è iniziato in maniera esaltante. Dopo il pareggio all’esordio ad Avellino, i bianconeri hanno infilato 5 vittorie consecutive, interrotte dal pareggio per 1-1 a Brescia. Con i bianconeri in testa alla classifica, all’ottava giornata al Del Duca va in scena uno di quegli appuntamenti che può valere una stagione: il derby con la Samb. I favori del pronostico sono tutti per la squadra di casa ma la partita si mette subito male. L’Ascoli sembra irriconoscibile, la Samb è spavalda e aggressiva e trova quasi subito il vantaggio con il giocatore più “odiato” dai tifosi bianconeri, il bomber Chimenti.

Come se non bastasse a metà primo tempo i bianconeri perdono il loro goleador, Ambu, sostituito da Quadri che fino a quel momento non ha certo incantato. Eppure, dopo una decina di minuti della ripresa, proprio il nuovo entrato trova il pareggio. Ora i bianconeri ci credono e vanno all’assalto, i rossoblu però si difendono bene e il pareggio sembra scritto. Ma, quando mancano poco meno di 10 minuti, ancora Quadri raccoglie una palla vagante al limite dell’area, si gira e con un perfetto rasoterra batte il portiere rossoblu Pigino. Il Del Duca esplode in un boato impressionante, il derby è bianconero. L’Ascoli non si fermerà più, conquisterà la promozione con molte giornate di anticipo e anche il record di punti (61)

30 dicembre 1979: fine anno con il “botto”, storica vittoria (3-2) a Torino con la Juventus

E’ l’anno del miglior piazzamento in serie A, un quinto posto poi diventato quarto per le vicende del calcio scommesse. Eppure la stagione non è iniziata benissimo per la nuova squadra che, dopo l’addio di Renna, è stata affidata a Gian Battista Fabbri. In bianconero è arrivato uno dei miti del calcio degli anni ’70, Pietro Anastasi ma nelle prime giornate la squadra stenta. La prima vittoria arriva solo alla settima giornata (2-0 al Bologna). Le cose vanno meglio in casa, in trasferta i bianconeri giocano a viso aperto, spesso ricevono applausi ma pochi punti. Alla 14^ giornata l’Ascoli va al Comunale di Torino per far visita alla Juventus di Trapattoni che insegue l’Inter capolista. Proprio Pietro Anastasi, dopo 6 minuti sigla il suo 100° gol ma la Juve replica subito con Tavola.

L’Ascoli però incanta e al termine del primo tempo torna avanti con un autogol di Cuccureddu. In avvio di ripresa la formazione di Fabbri invece di difendere il vantaggio aggredisce e attacca, trovando a metà ripresa con Bellotto il clamoroso 1-3. Nel finale Cabrini accorcerà le distanze ma l’Ascoli torna a casa con il primo successo in trasferta e la prima vittoria al Comunale di Torino contro la Juventus. La stagione della formazione di G.B. Fabbri si trasformerà in una straordinaria cavalcata, con la ciliegina finale della clamorosa vittoria per 4-2 all’ultima giornata a San Siro contro l’Inter di Bersellini che festeggia lo scudetto (con reti di Torrisi, autogol di Marini, Bellotto, Anastasi e, per i neroazzurri, doppietta di Altobelli).

15 maggio 1983: doppio miracolo di Nicolini, l’Ascoli batte il Cagliari e conquista la salvezza

E’ la stagione del ritorno in panchina in bianconero di Carletto Mazzone, in rosa ci sono giocatori di esperienza e di grande classe (De Vecchi, Novellino) e giovani promettenti (Monelli, Iachini, Brini). Dopo un avvio stentato, verso la fine del girone di andata l’Ascoli sembra “ingranare”, arriva la prestigiosa vittoria per 2-0 al Del Duca contro la Juventus dei 6 “mondiali” più Platini e Boniek (doppietta di Novellino), seguita la domenica successiva dal successo con la Fiorentina. Un illusione perché la squadra non decolla e resta invischiata nella zona calda. La doppia sconfitta nelle trasferte di Torino (contro la Juventus) e la Fiorentina complica le cose. L’Ascoli batte il Torino al Del Duca e alla penultima giornata fa visita al Cesena ormai retrocesso, con l’obbligo di vincere per mantenere a contatto il Cagliari che poi farà visita al Del Duca per un’ultima giornata da spareggio. I bianconeri sono accompagnati al Manuzzi da 8 mila tifosi ma le cose si mettono malissimo.

L’Ascoli non riesce a trovare il vantaggio e sul finire del primo tempo un clamoroso errore di Brini (autogol) addirittura manda i bianconeri al riposo sotto di un gol. A peggiorare le cose le notizie che arrivano da Cagliari dove i sardi ospitano una Juventus che non ha più obiettivi e, per giunta, che sta preparando la finale di Coppa Campioni con l’Amburgo. Trapattoni ha tenuto a riposo diversi titolari e Piras a fine primo tempo porta in vantaggio i rossoblu. All’intervallo l’Ascoli è in B, il Cagliari è salvo. Nella ripresa, però, al Sant’Elia cambia tutto, Boniek e Platini ribaltano la partita. L’Ascoli a Cesena sbuffa e soffre ma a poco più di 10 minuti dalla fine Boldini trova il pareggio. Si decide tutto all’ultima giornata, in un incandescente Del Duca pieno all’inverosimile.

L’Ascoli deve vincere e parte all’assalto, trovando dopo 20 minuti con Greco il gol che fa esplodere i 30 mila bianconeri. Il primo tempo è un monologo dell’Ascoli che, però, non trova il raddoppio. Anche nella prima parte della ripresa la formazione di Mazzone ha diverse opportunità per chiudere la gara. I bianconeri calano e negli ultimi 20 minuti il Cagliari si getta all’assalto. Un “eroico” Novellino cerca in tutti i modi di guadagnare tempo, con sgroppate di 50-60 metri per portare la palla alla bandierina e far trascorrere i minuti. Sul Del Duca aleggia lo spettro della beffa che sembra materializzarsi a 5 minuti dalla fine. Quando, dopo un’azione concitata, un colpo di testa di Azzali supera Muraro ed è destinato nel sette. Sarebbe il gol dell’1-1 che condanna l’Ascoli alla retrocessione.

Ma dal nulla spunta Enrico Nicolini che, con un’incredibile acrobazia, riesce a togliere dalla porta la palla. Che finisce al limite dell’area sui piedi di Novellino che si produce nell’ennesimo incredibile allungo. Poi stremato cede la palla a Monelli che serve l’accorrente Nicolini che supera un avversario e dai 25 metri calibra un perfetto pallonetto che supera Malizia  e finisce in rete. E’ l’apoteosi, i 30 mila del Del Duca possono finalmente festeggiare.

15 giugno 1991: il 3-3 di Casagrande a Reggio Emilia vale la promozione in serie A

Nella stagione 1990-91 l’Ascoli è reduce dalla retrocessione in serie B ma si presenta al via della cadetteria con un trio d’attacco da serie A: Casagrande, Cvetkovic e Giordano. La promozione in serie A sembra una formalità, anche perché sono 4 le squadre che salgono in massima serie. Invece tra qualche infortunio e una squadra che non decolla le cose si complicano.  I primi tre posti vanno a Foggia, Verona e Cremonese. La quarta promossa sembra dover essere l’Ascoli che, però, nel girone di ritorno va in crisi, resta 8 partite senza vincere, perde in casa lo scontro diretto con il Padova e riapre i giochi.

Nel finale di stagione i bianconeri devono giocarsi la promozione con Padova, Reggiana e Lucchese. La clamorosa sconfitta nel derby di Ancona complica ulteriormente le cose, poi la formazione di Sonetti supera 2-0 al Del Duca la Lucchese e la estromette dalla corsa. Perde punti e resta fuori anche la Reggiana ma il Padova (con Di Livio. Galderisi, Albertini) non molla. All’ultima giornata Ascoli e Padova sono appaiate a 41 punti ed entrambe giocano in trasferta, ironia della sorte con le due ex rivali: l’Ascoli a Reggio Emilia, il Padova a Lucca. Dopo 5 minuti il Padova è già sotto ma per l’Ascoli le cose vanno addirittura peggio. Melchiori e Brandani portano la Reggiana sul 2-0, mentre il Padova trova il pareggio.

In 5 minuti, sul finire del primo tempo, Cvetkovic e Pergolizzi riportano la situazione in pareggio. Nella ripresa l’Ascoli a Reggio e il Padova a Lucca premono ma non passano, trascorrono i minuti e si profila lo spareggio. Però, a 7 minuti dal termine, la situazione si complica. Rigore per la Reggiana, che Melchiori trasforma per il 3-2 che sembra punire definitivamente i bianconeri. Che, però, si gettano disperatamente all’attacco e 3 minuti dopo conquistano a loro volta un rigore. Che Casagrande con freddezza realizza, riportando l’Ascoli a pari punti con il Padova. Sembra destino che le due formazioni si giocheranno la promozione nello spareggio.

Ma, proprio mentre sta per scoccare il 90°, a Lucca Simonetta sigla il 2-1 dei padroni di casa che manda i bianconeri in massima serie.

12 marzo 2006: in 20 minuti l’Ascoli travolge la Roma

Dopo tanti anni nella stagione 2005-2006 l’Ascoli torna a giocare in serie A. La guida Gianpaolo che compie un piccolo capolavoro, portando subito i bianconeri a metà classifica, con la salvezza ipotecata poco dopo la metà della stagione. Il 12 marzo si disputa la decima giornata di ritorno e l’Ascoli, reduce da 4 risultati positivi (compresa la vittoria in casa della Sampdoria) ospita la squadra più in forma del campionato, la Roma di Spalletti in serie positiva da 13 turni e in lotta per il terzo posto dietro Juve e Milan.

Ma il primo tempo è un monologo bianconero. Al 20° azione rapidissima e assist decisivo di Fini per Budan che sbaglia. Passano un paio di minuti e il centrale difensivo dell’Ascoli Paci, in una delle sue tradizionali sortite offensive, trova il raddoppio. Al 40°, poi, veloce contropiede della formazione di Gianpaolo, Fini lancia Quagliarella che sigla il 3-0. L’Ascoli in avvio di ripresa sfiora un clamoroso poker poi si placa. Nell’ultimo quarto d’ora Taddei e un autogol di Comotto rendono più accettabile il risultato per la Roma.

17 aprile 2010: l’urlo di Giorgi nel recupero, Ancona ko

E’ una stagione particolare quella del 2009-2010 che l’Ascoli in serie B affronta con in panchina mister Pane. L’avvio è più che incoraggiante, sospinti dai gol di Antenucci i bianconeri nelle prime 5 partite conquistano 3 vittorie e 2 pareggio e addirittura si portano in testa. Poi, dopo 2 pareggi consecutivi, all’8^ giornata al Del Duca il Sassuolo travolge l’Ascoli con un umiliante 5-1. I bianconeri vanno in crisi, su 10 partite ne perdono 8 e ne pareggiano solo 2. Tra le sconfitte la più cocente è il derby al con l’Ancona lanciatissimo di Mastronunzio e Colacone che passa al Del Duca per 3-1 , rischiando addirittura la goleada.

La società esonera Pane e richiama Pillon che impiega un po’ per dare la scossa. Che arriva a cavallo tra la fine del girone di andata e l’inizio del ritorno, quando l’Ascoli colleziona 5 vittorie consecutive, con addirittura un clamoroso 5-1 a Frosinone. Non si parla più di semplice salvezza, l’Ascoli scala posizioni e inizia a sognare i playoff. Per continuare a sperare, però, bisogna passare sul campo dell’Ancona che ora arranca in classifica e rischia pericolosamente di essere risucchiata in zona retrocessione. I bianconeri voglio vendicare il derby di andata ma la formazione dorica ha bisogno di punti per la tranquillità.

Al Del Conero l’Ascoli come al solito non è sola, ci sono quasi 3 mila tifosi bianconeri a spingerla. Il primo tempo è di straordinaria bellezza ed intensità. Dopo pochi minuti una splendida girata di Antenucci viene fermata solo dal palo, dall’altra parte Colacone sbaglia un gol fatto. Al 25° Luci pesca Antenucci che supera il portiere e deposita in rete. La replica dell’Ancona è veemente, Guarna compie due miracoli su Mastronunzio e Colacone, Amoroso salva sulla linea di testa su Cosenza. Nella ripresa la partita si incattivisce, si susseguono gli scontri e dopo meno di un quarto d’ora si accende una rissa, con rosso per Micolucci e Cosenza.

L’Ancona è in confusione, l’Ascoli è padrone del campo ma fallisce più volte il colpo del ko. Clamoroso alla mezzora l’errore di Antenucci che salta anche il portiere e, a porta vuota, manda incredibilmente fuori. I dorici sono alle corde ma con un sussulto guadagnano un angolo proprio mentre iniziano i 5 minuti di recupero. La difesa bianconera, perfetta nel secondo tempo, si addormenta e Cristante di testa segna l’1-1 che fa esplodere i tifosi dorici.

Una beffa, i bianconeri mettono palla al centro e Giorgi, imbufalito, prende palla sulla destra, semina avversari come birilli, entra in area, chiede e ottiene da Antenucci (di tacco) il triangolo e in scivolata sigla il 2-1 proprio sotto il settore dove sono i tifosi bianconeri. Che pochi minuti dopo possono esplodere e festeggiare la “vendetta”.

Pubblicità

comments icon 0 comments
bookmark icon

Write a comment...

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *