Accordo con la Federazione, da febbraio 2019 Fenati può tornare in pista


Il Tribunale Federale ha accolto la richiesta di riduzione di un terzo della pena che passa dagli iniziali 8 mesi agli attuali 5 mesi e 10 giorni. “Non vogliamo crocifiggere Fenati, nelle fasi processuali ha chiesto scusa e c’è chi non lo fa” afferma il Procuratore Federale

Ha mostrato pentimento, collaborazione e consapevolezza dell’errore”. Sono queste le motivazioni alla base dello “sconto” di pena per Romano Fenato, il pilota ascolano squalificato dopo il brutto gesto commesso nei confronti di Stefano Manzi nel gran premio di San Marino del 9 settembre scorso della Moto 2 (Fenati aveva tirato il freno a mano a Manzi dopo un duello nel quale anche il pilota della MV Augusta). La decisione è arrivata nel pomeriggio di lunedì 29 ottobre, con l’accordo stragiudiziale tra i tre avvocati del pilota ascolano e il Tribunale Federale che ha accolto la richiesta di riduzione della pena di un terzo. Che, quindi, passa dagli 8 mesi iniziali a 5 mesi e 10 giorni.

Questo significa che Fenati potrà tornare in pista a partire dal 15 febbraio 2019, invece che da inizio maggio. In altre parole il pilota ascolano potrebbe essere al via all’inizio del mondiale 2019 che partirà il 19 marzo in Qatar. In realtà anche senza lo sconto di pena avrebbe ugualmente potuto partecipare sin dall’inizio al nuovo campionato mondiale, visto che secondo l’art. 1.10.1 del Regolamento Sportivo non è obbligatoria la licenza nazionale per partecipare al mondiale stesso. Discorso diverso, invece, per quanto riguarda eventuali competizioni italiane per le quali la licenza è necessaria.

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Naturalmente bisognerà vedere se il pilota ascolano ne avrà ancora voglia e, soprattutto, se troverà un team che gli consegnerà una moto. Infatti dopo il brutto episodio del Gran Premio di San Marino era stato licenziato dal team con cui era sotto contratto (Marinelli Snipers) e anche da quello con cui si era accordato per la prossima stagione (proprio MV Augusta). Nelle settimane successive a quel gran premio, quando sono arrivate le squalifiche e il vero e proprio “linciaggio” nei confronti di Fenati, si è spesso parlato di team comunque pronti ad accoglierlo.

Vedremo se sarà davvero così, ma anche se il pilota ascolano avrà smaltito la delusione e avrà ancora voglia di tornare a gareggiare. In realtà le parole pronunciate da Fenati, presente in aula ad attendere il verdetto, fanno pensare che la volontà ci sia. “Mi sto dando da fare in ferramenta – ha affermato il pilota ascolano – non sto nemmeno seguendo le gare in tv, anzi non so nemmeno come sia andate quelle dell’Australia. Adesso penserò con calma ad una soluzione per l’anno prossimo”.

La delusione per l’inaccettabile trattamento subito, per il disarmante festival dell’ipocrisia che si è scatenato nei suoi confronti, con tanti piloti e non pochi giornalisti che sembravano non aspettare altro per dare addosso a Fenati, sembra essersi attenuata. Romano ha subito capito di aver sbagliato e per questo ha accettato con serenità le sanzioni che gli sono state comminate.

Ma il “tiro al bersaglio” che si è scatenato nei suoi confronti, addirittura gli insulti e le minacce sui social vanno oltre ogni limite. Così come l’ipocrisia di quei suoi colleghi che nella loro carriera hanno scheletri ben peggiori e che hanno provato a dare lezioni di sportività e di falso moralismo. Va ricordato, tra l’altro, che i giudici di Misano, dopo l’accaduto, l’avevano squalificato per 2 gran premi.

Poi il “linciaggio” mediatico e la convocazione di Fenati nella sede Fim di Mies (Svizzera) il 21 settembre, con la squalifica estesa fino alla fine dell’anno.  A cui era seguito quello che può essere considerato l’emblema dell’ipocrisia che ha permeato questo caso, cioè la decisione della Federazione Motociclistica Italiana (che in passato si era ben guardata dall’intervenire quando episodi anche peggiori e più pericolosi avevano visto come protagonista qualche pilota italiano di maggior grido…) di sospendere la licenza al pilota ascolano per 8 mesi.

Ora, fortunatamente, il clima sembra essere cambiato e, insieme all’accordo stragiudiziale, sono arrivate anche le parole del Procuratore Federale Antonio Di Girolamo.

 “Non vogliamo crocifiggere Fenati – ha affermato – ma neanche fare finta che non sia successo alcunchè: lui nelle fasi processuali ha chiesto scusa e c’è chi non lo fa. Abbiamo trovato un accordo sulla richiesta fatta dai difensori di Fenati di applicazione di una sanzione finale di mesi 5 e giorni 10 alla quale si arriva dagli 8 mesi di pena base con la diminuzione del comportamento processuale è pienamente ammissivo di un terzo in meno, per cui 5 mesi e 10 giorni da quando è stata notificata la sospensione cautelare”.

Ora, quindi, non resta che attendere cosa accadrà nei prossimi mesi per capire se davvero a marzo in Qatar, al via della nuova stagione, ci sarà anche Romano Fenati. Che, da parte sua, nel caso saprà perfettamente che avrà addosso per un po’ gli occhi di tutti. Un bell’esame di maturità…

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