Quelli che aspettano… la riqualificazione del Palabasket e della palestra di atletica pesante!


Nell’immotivata e infondata autocelebrazione per il 12° posto della provincia di Ascoli nella classifica sull’indice di sportività, il sindaco  elogia l’impegno del Comune per  Palabasket e palestra di atletica pesante. Ma dagli atti comunali emerge un quadro per nulla edificante…

Tutto si può dire meno che il sindaco Castelli non abbia coraggio. Infatti  ce ne vuole una buona dose, oltre ad una discreta “faccia tosta”, per celebrare l’attività e il lavoro che sta svolgendo la sua amministrazione comunale sugli impianti sportivi cittadini. Come ha fatto il primo cittadino, per altro in un’occasione in cui la sua “autocelebrazione” era del tutto fuori luogo, oltre che palesemente immotivata, cioè in seguito alla pubblicazione dell’annuale classifica del  “Sole 24 Ore” sull’indice di sportività delle 107 province italiane.

Quella di Ascoli ha ottenuto un lusinghiero 12° posto e il sindaco non ha resistito alla tentazione ad accreditarsi meriti che, è del tutto palese, la sua amministrazione non ha e non potrebbe avere. Per il semplice fatto che la classifica riguarda il territorio provinciale (quindi tutti e 33 i comuni piceni) ed è il frutto di una serie di dati (numero di società, atleti, dirigenti, tecnici, arbitri, media che si occupano di sport, ecc.) che in alcun modo sono determinati dall’attività dei Comuni.

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Però, in un periodo in cui scarseggiano i “successi” reali della sua amministrazione, la tentazione di appropriarsi in maniera indebita di un buon risultato che è determinato da altri era troppo forte. Il problema è che non si è limitato a farlo in maniera generica ma è andato oltre, esaltando quello che a suo dire sarebbe il gran lavoro svolto sugli impianti sportivi, testimoniato anche da “i lavori già iniziati o che inizieranno a breve” in alcune strutture. Tra cui anche la palestra di atletica pesante e il Palabasket che, in realtà, sono da tempo l’emblema delle difficoltà e dell’incapacità dell’amministrazione comunale in questo specifico settore.

Basta sfogliare e guardare gli atti comunali degli ultimi anni, riferiti a queste due strutture, per rendersi conto di quale sia la situazione.

Tempi lunghi per l’intervento al Palabasket

Partiamo dal Palabasket che, secondo gli atti comunali, nel 2013 è stato oggetto dell’ultimo intervento di riqualificazione (la sostituzione degli areatori). Mercoledì 29 agosto, 8 giorni dopo il comunicato stampa del sindaco, è stata pubblicata sull’albo pretorio on line del Comune la delibera n. 176 del 27 agosto “Approvazione progetto definitivo opera n. 97 riqualificazione palestra polivalente di via Spalvieri”.

Questo significa che i lavori non inizieranno certo a breve, visto che l’approvazione del progetto definitivo è solo la fase intermedia di un iter amministrativo che poi prevede la realizzazione e la successiva approvazione del progetto esecutivo, dopo il quale viene indetto il bando di gara per l’assegnazione dei lavori.

Non a caso in quella delibera viene anche attribuito, ad un dirigente comunale, il compito di dare avvio “all’inter procedurale tecnico amministrativo delle fasi successive”. Difficile dire con esattezza quanto tempo ci voglia per completare l’iter, solitamente qualche mese.

Ma nel Comune di Ascoli possono passare anche 9 mesi (vedi il secondo stralcio dei lavori della scuola media Luciani) o addirittura anche anni, come vedremo in seguito con la palestra di atletica pesante. In ogni caso, a voler essere molto ottimisti, sarebbe comunque positivo se i lavori partissero entro la fine dell’anno.

La riqualificazione può aspettare… fino al 2020!

Al di là della tempistica, però, dal documento istruttorio della delibera n. 176 emerge un altro dato molto interessante e particolarmente significativo. Cioè che in realtà l’intervento di riqualificazione che partirà chissà quando consiste nel rinnovamento dell’impianto elettrico, con l’installazione di un nuovo impianto al led che “permetterà di dotare l’edificio di apparecchi di illuminazione ad altissima efficienza che permetteranno un consistente risparmio sui costi di gestionali”.

Buon segno, verrebbe da dire, se, dopo anni senza alcun tipo di riqualificazione, l’unico intervento di cui il Palabasket ha bisogno è quello per installare un nuovo impianto di illuminazione evidentemente la struttura gode di ottima salute. Purtroppo, però, la realtà è ben differente.

Lo sanno bene gli utenti del Palabasket ma lo sa perfettamente anche l’amministrazione comunale. Come testimonia la determina n. 1870 del 28 giugno scorso con la quale è stata prorogata la gestione della struttura all’Asd Ascoli Basket. Nella determina si cita un recente sopralluogo che ha palesato uno stato evidente di degrado della struttura, oltre alla mancanza del certificato di prevenzione incendi.

Risulta in pessime condizioni il camminamento esterno dell’impianto e deficitaria la rampa di accesso” si legge nell’atto comunale. Che poi evidenzia anche come “le umide pareti degli spogliatoi offrono un quadro di apparente sudiciume”, la struttura sia “minata da infiltrazioni verificatesi a seguito di infiltrazioni dal tetto ove è posizionato un impianto fotovoltaico” e come “un recente furto ha lasciato porte divelte ed irrecuperabili”.

E di fronte ad un simile quadro cosa fa l’amministrazione comunale? Per il momento decide di installare un nuovo impianto di illuminazione, rimandando a chissà quanto i necessari e urgenti interventi di reale riqualificazione.

Di sicuro non a breve, visto nella stessa determina  è scritto che la proroga della gestione  viene concessa all’Asd Ascoli Basket “fino al completamento dei lavori da parte dell’amministrazione, presumibilmente da compiersi nel tempo di 18 mesi (31/12/2019)”.

Nella migliore delle ipotesi, quindi, per vedere un Palabasket in condizioni decenti bisognerà attendere il 2020, quando comunque ad Ascoli ci sarà un altro sindaco e un’altra amministrazione comunale.

Una riqualificazione attesa da 3 anni e mezzo…

Situazione per certi versi ancora più paradossale per quanto riguarda la palestra di atletica pesante, i cui lavori certamente non inizieranno a breve. Perché se il 14 giugno scorso con determina n. 1726, dopo un’interminabile attesa di 3 anni, è stato finalmente approvato il progetto esecutivo dei lavori di ristrutturazione, solo 2 mesi dopo, esattamente il 22 agosto scorso, è stata avviata la lunga procedura per l’assegnazione dei lavori ed è stato pubblicato sul sito comunale “Avviso di manifestazione di interesse da parte  di operatori economici ad essere invitati alla procedura negoziata per l’affidamento dei lavori di ristrutturazione della palestra di Atletica pesante”.

In altre parole, considerando che la scadenza per la presentazione delle manifestazioni di interesse è fissata per il 6 settembre e che, successivamente, l’iter prevede una lunga serie di passaggi (tra sorteggio per la selezione di 20 operatori, lettera di invito, successiva presentazione delle offerte che poi saranno vagliate dall’amministrazione comunale), ci vorranno ancora mesi prima di arrivare all’assegnazione dei lavori.

Senza dimenticare che nello stesso avviso di manifestazione di interesse si precisa che “il presente avviso non costituisce avvio della procedura di gara pubblica e non vincola in alcun modo la scrivente amministrazione”. Che, di conseguenza, può prendersi tutto il tempo che vuole e anche non avviare mai la procedura di gara.

D’altra parte, però, cosa saranno mai alcuni mesi in più per un intervento che si attende da oltre 3 anni.

Troppo rapido il Coni per le abitudini del Comune…

Esattamente dal 16 giugno 2015, quando è stato approvato (delibera n. 135) il progetto preliminare dell’intervento di ristrutturazione della palestra di atletica pesante. Quattro mesi dopo, il 15 ottobre 2015, con delibera n. 233 è stato approvato il progetto definitivo che prevedeva che l’intervento fosse finanziato attraverso il mutuo denominato “500 impianti sportivi di base” dell’Istituto per il Credito Sportivo (cosa che in realtà poi non avverrà).

Da quel momento, però, è trascorso un anno intero senza che si sapesse più nulla di quell’intervento. Poi ad ottobre 2016, con determina 1376, veniva chiesto sul progetto un parere al Coni, rilasciato (con tempi evidentemente troppi rapidi per le abitudini del Comune) il successivo 14 dicembre.

Passeranno, però, ben 10 mesi prima che l’amministrazione comunale approvi alcune modifiche al progetto definitivo (delibera n. 203 del 24 ottobre 2017), affidando al contempo gli incarichi ad alcuni professionisti esterni di predisporre il progetto esecutivo (mentre a fine 2017 veniva contratto il mutuo con il Credito Sportivo).  Che, finalmente, dopo altri 6 mesi di attesa, è stato approvato il 14 giugno scorso, con la citata determina n. 1726.

C’è poco da aggiungere, se non che, di fronte ad una simile dimostrazione di imbarazzante incapacità amministrativa, sarebbe quanto meno opportuno tacere. “Questi risultati ci gratificano e ci incoraggiano a continuare sul percorso già intrapreso” afferma il sindaco Castelli nel comunicato in cui si autocelebra per la classifica sull’indice di sportività.

Che, come dimostrano queste ma anche altre vicende simili, evidente deve essere un convinto seguace della teoria del filosofo tedesco Gotthod Ephraim Lessing secondo cui “l’attesa del piacere è essa stessa il piacere”…

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