Illuminazione pubblica, farsa senza fine


Nel novembre 2016 Comune  ed Ecoinnova (a cui poi è subentrata la società pesarese Opera Light) siglarono l’accordo di transazione che, tra le altre cose, prevedeva che il concessionario installasse 333 nuovi punti luci. Ma dopo quasi 2 anni ne sono stati installati solamente 162…

Era il dicembre del 2016 quando il sindaco Castelli, nel tentativo di arginare le polemiche e le furibonde proteste per il fatto che la nuova illuminazione non aveva prodotto il risparmio promesso, ma addirittura un aumento dei costi, cercava disperatamente di giustificare la concessionaria del servizio, sostenendo che comunque avrebbe dovuto spendere un po’ di euro per migliorare e ampliare la rete di illuminazione pubblica (a difendere la qualità del servizio giustamente non ci ha neppure provato, visto i tanti disagi che provocava e che, dopo due anni, tuttora provoca).

In effetti il 10 novembre 2016 Comune ed Ecoinnova (a cui poi è subentrata la società pesarese Opera Light) avevano stipulato un contratto di transazione che prevedeva da parte della stessa Ecoinnova “l’esecuzione dei lavori di ampliamento della rete di pubblica illuminazione del Comune di Ascoli Piceno con l’installazione di 333 nuovi punti luci in varie zone della città, per un importo di 717.820,51 euro al netto del ribasso offerto pari al 10%”.

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Oggi, però, grazie alla determina n. 2427 del 27 agosto scorso (e ad altre determine precedenti), scopriamo che a quasi 2 anni da quell’accordo transattivo l’ampliamento della rete di pubblica illuminazione segna incomprensibilmente il passo, tanto che in 22 mesi sono stati installati appena 162 nuovi punti luci, poco più della metà di quelli previsti. In una città nella quale l’amministrazione comunale ha fatto proprio il motto, reso celebre da un film, “lavorare con lentezza”, la concessionaria del servizio pubblico evidentemente si è prontamente adeguata, magari anche per non far fare “brutta figura” ad un Comune che impiega “tempi biblici” per qualsiasi intervento.

In quest’ottica forse ha esagerato un po’, perché di questo passo l’intervento di ampliamento della rete di pubblica illuminazione terminerà non prima del 2020 inoltrato (chissà, forse in contemporanea con la nuova tribuna est…). Ma anche perché, visto che di certo il servizio che stanno fornendo non è proprio il massimo, quanto meno avrebbe potuto cercare di dimostrare buona volontà, realizzando in tempo “normali” l’intervento di ampliamento.

Da parte sua l’amministrazione comunale, a cui non interessa più di tanto la situazione dell’illuminazione pubblica cittadina (come ha più volte dimostrato), non si degna minimamente neppure di sollecitare l’Opera Light quanto meno ad accelerare, si limita semplicemente a prendere atto di come il tutto proceda esasperatamente a rilento.

Come detto l’accordo transattivo tra il Comune ed Ecoinnova, che prevedeva anche questo intervento di ampliamento con l’installazione di 333 nuovi punti luce, è stato siglato nel novembre 2016.

Va detto che qualsiasi comune mortale fatica a capire per quale ragione questo genere di accordo sia stato stipulato da Ecoinnova, visto che, come viene ribadito e specificato in tutte le determine e le delibere inerenti questo argomento, già il 9 dicembre 2014 è stato stipulato il contratto di affitto di azienda con il quale la società pesarese è subentrata ad Ecoinnova nella gestione della manutenzione e riqualificazione degli impianti di pubblica illuminazione del Comune di Ascoli.

Inutile chiederselo, in quel meraviglioso luogo che il capoluogo piceno tutto è possibile, anche il improbabile dei paradossi. Sta di fatto che l’installazione di quei 333 nuovi punti luce è diventato di competenza di Opera Light. A quasi un anno dall’accordo transattivo, con la determina n. 1861 del 18 ottobre 2017 è stato approvato il primo Stato di avanzamento dei lavori (Sal). Che, in realtà, è avvenuto il 23 giugno 2017 ma che, con la consueta calma che contraddistingue il Comune, viene riportato quasi 4 mesi dopo.

In ogni caso il primo Sal certifica che sono stati effettuati lavori per poco meno di 200 mila euro (192.548,47 euro per l’esattezza), con l’installazione di 79 punti luce. In pratica nei primi 7 mesi si è viaggiato ad una media di poco più di 10 punti luce al mese. Passano circa 2 mesi e il 20 dicembre è già tempo del secondo Sal, approvato con determina n. 2518. Che certifica che al 15 dicembre 2017 sono stati contabilizzati lavori per oltre 300 mila euro (313.820,78 per l’esattezza).

Il che vuol dire che in quasi 6 mesi (dal primo Sal del 23 giugno al secondo Sal del 15 dicembre 2017) sono stati effettuati lavori per circa 120 mila euro ma, complessivamente, sono stati installati solamente altri 49 punti luce. In pratica dopo poco più di un anno non siamo neppure a metà dei lavori, sia come importo sia come numero di punti luci installati (128 su 333). Un andamento decisamente lento che, però, nei mesi successi registra un’ulteriore frenata.

Così si arriva al terzo Sal, approvato il 27 agosto scorso, con la citata determina n.2427. Che certifica come al 17 luglio 2018 sono stati contabilizzati lavori per meno di 400 mila euro (381.056,86 euro per l’esattezza). In altre parole negli 8 mesi successivi al secondo Sal (15 dicembre 2017) sono stati realizzati lavori per appena 67 mila euro e sono stati installati solamente 34 nuovi punti luce. Altro che “lavorare con lentezza”, qui praticamente si lavora “alla moviola”.

Al punto che, nel complesso, dopo quasi 2 anni in pratica è stato realizzato poco più della metà dell’intervento di ampliamento della rete della pubblica illuminazione. E quel che è peggio che, dopo un avvio a rilento, negli ultimi mesi i lavori sono ulteriormente rallentati. Il tutto nell’assordante silenzio dell’amministrazione comunale che ha approvato tutti e tre gli Stati di avanzamento dei lavori senza sollevare obiezioni e riserve. C’è poco da aggiungere, dopo due anni il quadro è a dir poco sconfortante.

L’illuminazione pubblica continua a provocare non pochi disagi e lascia a desiderare anche in occasione di eventi, come ad esempio la Quintana di luglio, con la sfilata finale che puntualmente termina quasi al buio. L’intervento di ampliamento che doveva effettuare il concessionario (Oper Light) non solo non è ancora terminato ma è destinato a trascinarsi ancora per molto. E, “dulcis in fundo”, il risparmio tanto sbandierato dall’assessore Tega (che addirittura in Consiglio Comunale aveva parlato di una diminuzione dei costi per il Comune di quasi 500 mila euro) e dal sindaco è ormai assodato che non c’è, visto che ogni anno il Comune stessa versa un canone di quasi un milione e mezzo di euro (1.450.600 euro per l’esattezza).

Neppure Tafazzi (il mitico personaggio di “Mai dire gol” interpretato da Giacomo Poretti e caratterizzato da un innato masochismo che lo porta ad auto flagellarsi con una bottiglia di plastica le parti intime) avrebbe potuto fare peggio…

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