La domenica del villaggio


La singolare ripresa del turismo nel capoluogo piceno, occhiali e orologi che seminano il terrore sulla spiaggia di San Benedetto, Sodoma e Gomorra in un Comune marchigiano, l’omaggio della ministra Grillo a “Non ci resta che piangere”, i senatori Pd dilettanti allo sbaraglio

Nella settimana che precede il ferragosto ad Ascoli si può festeggiare la singolare ripresa del turismo, mentre a San Benedetto è guerra contro occhiali e orologi che seminano il terrore in spiaggia. Intanto è caccia al comune maceratese nel quale nel Consiglio Comunale si verificano situazioni da “Sodoma e Gomorra”. Sul piano nazionale “colpo di genio” della ministra Grillo che rende omaggio al film di Benigni e Troisi “Non ci resta che piangere”, mentre per i vertici dell’Agenzia del Demanio il governo sceglie un ex irresponsabile ed incompetente. Il decreto milleproroghe e i suoi particolari emendamenti ci permettono di scoprire che i senatori Pd sono “dilettanti allo sbaraglio” ma anche che, per questo governo, la matematica è una semplice opinione Questo e molto altro nel tradizionale appuntamento de “La domenica del villaggio”

La singolare ripresa del turismo nel capoluogo piceno. Il turismo nel capoluogo piceno è in ripresa ed è in netto miglioramento rispetto allo scorso anno. Lo assicurano i quotidiani locali che parlano di boom di prenotazioni per ferragosto, con solo 10 camere libere ogni 100. Bene, sicuramente una notizia positiva per il nostro territorio. Però in uno degli stessi articoli in cui si parla di netto miglioramento rispetto al 2017 si legge anche che in realtà non si può fare il paragone perché mancano i dati dello scorso anno. Poco male, il 90% di camere prenotate sembra comunque un buon dato.

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Peccato, però, che nel 2017, nello stesso periodo dell’anno, la maggior parte dei quotidiani locali, in riferimento a ferragosto ad Ascoli, parlavano di “sold out” e di impossibilità di trovare un posto per dormire perché le camere erano tutte prenotate. E, anche se ormai non c’è più nulla di certo e la matematica è diventata una semplice opinione, ancora oggi il 90% resta minore rispetto al 100%…

Occhiali e orologi seminano il terrore sulla spiaggia di San Benedetto. Con un certo ritardo, visto che l’estate è entrata ormai nella fase discendente, è   nella “caccia” ai venditori abusivi in spiaggia da parte della polizia locale. Al di là delle solite dichiarazioni di propaganda degli amministratori locali (nello stesse ore in cui il sindaco Piunti dichiarava “l’azione preventiva sta dando i suoi frutti, oggi sono in spiaggia è stato avvistato un solo venditore abusivo” nello spazio di pochi minuti, sempre a San Benedetto, in spiaggia siamo stati fermati da 4 venditori abusivi…), l’entusiasmo per questa operazione deve aver preso la mano a qualche quotidiano locale.

Che, lunedì 6 agosto, ha titolato a tutta pagina: “Spiaggia più sicura a San Benedetto, sequestrati 225 occhiali e 25 orologi”. Immaginiamo il sospiro di sollievo dei turisti e dei “pendolari”, senza più occhiali e orologi effettivamente la spiaggia sambenedettese è decisamente più sicura…

Sodoma e Gomorra in Consiglio Comunale. La notizia “bomba” della settimana marchigiana irrompe sui giornali, su internet e sui social sabato 11 agosto. In un non meglio identificato comune maceratese il sindaco, rientrando a casa, ha colto in flagrante la moglie, alle prese in un bollente rapporto sessuale con un’altra donna. La notizia così pruriginosa inevitabilmente scatena i quotidiani locali. “Accade che un sindaco, sono ignoti altri particolari, torni a casa e trovi la consorte in atteggiamenti con una donna” scrive un quotidiano, lasciando a tutti il dubbio su quali sarebbero gli “altri particolari” (fisici, sessuali, intellettuali?) ignoti.

Ancora meglio, però, ha fatto un altro quotidiano che spiega come, nonostante la situazione, il sindaco in questione avrebbe reagito senza particolari eccessi e senza mostrare troppo stupore perché abituato, visto quello che avviene solitamente in Consiglio comunale. Che, evidentemente, deve essere una specie della moderna versione di Sodoma e Gomorra…

La ministra Grillo tra “messier Lapalisse” e “Non ci resta che piangere”. Una delle polemiche più roventi del momento è senza dubbio quella relativa all’obbligo per i vaccini. Dopo che il consigliere regionale del M5S (Regione Lazio) Davide Barillari ha spiegato che in tema di vaccini la politica deve venire prima della scienza (e, di conseguenza, immaginiamo che quando ha qualche problema fisico il consigliere regionale grillino per farsi curare si rivolge a qualche esponente politico del suo partito, non certo al proprio medico di base…) è arrivato il “colpo di genio” della ministra della salute Giulia Grillo che ha parlato di “obbligo flessibile per i vaccini” provocando la reazione indignata del prof. Burioni.

Un obbligo flessibile nel tempo e nello spazio, ma lei ministro è un medico o una poetessa? Faccia ritirare questo vergognoso emendamento o al primo morto di morbillo sarà giustamente sbranata dall’opinione pubblica” ha affermato l’accademico italiano. Pronta la replica della ministra Grillo con un’affermazione (“la sua è una strumentalizzazione, dobbiamo essere realisti, non puoi illudere la gente che non morirà nessuno” che avrebbe fatto impallidire anche “messier Lapalisse” (Jaques de La Palace). E che ha ricordato una famosa scena di un film con Benigni e Troisi (“ricordati che devi morire”), il cui titolo (“Non ci resta che piangere”) è incredibilmente attinente a questa situazione…

Alla guida dell’Agenzia del Demanio un ex irresponsabile ed incompetente… Prosegue la rivoluzione del nuovo governo giallo-verde che, come tutte le presunte rivoluzioni politiche che si fanno in Italia, partono sempre dalla scelta di uomini di fiducia nei posti che contano. “Ieri – ha dichiarato il vicepremier Di Maio a La7 giovedì 9 agosto – abbiamo azzerato i vertici delle agenzie fiscali dove c’erano tre persone nominate da quelli di prima , a capo di due su tre c’erano un ex parlamentare Pd e un ex sindaco del Pd, messi lì con il solito metodo di chi veniva trombato in politica e prendeva un posto del genere” – ha dichiarato giovedì 9 agosto a La7 il vicepremier Di Maio.

Che anche ha spiegato come con il nuovo governo si cambia e la scelta viene fatta esclusivamente sulla base della competenza. E proprio seguendo questo più che condivisibile criterio che al vertice dell’Agenzia del Demanio è stato messo Riccardo Carpino. Che, per chi non lo conoscesse, è stato anche commissario per le iniziative di solidarietà alle vittime della mafia. E che, soprattutto, poco più di 2 anni fa è finito nel mirino proprio dell’allora parlamentare Luigi Di Maio che lo aveva definito un irresponsabile e un incompetente.

Tanto che, nella seduta del 18 marzo 2016 quando bisogna scegliere il nuovo responsabile lo stesso Di Maio dichiarava (rivolto al governo Renzi): “spero che ora nominerete una persona responsabile e competente”, contestando duramente l’operato di Carpino. Che, evidentemente, in questi 2 anni deve aver fatto “miracoli”, visto che ora, sempre per Di Maio, è diventato così competente da meritarsi la nomina a capo dell’Agenzia del Demanio…

Senatori Pd, dilettanti allo sbaraglio! Con un emendamento al decreto Milleproroghe, approvato dal Senato, si è deciso di congelare i fondi per i bandi periferie (oltre 2 miliardi di euro) almeno fino 2020. In pratica 96 progetti di riqualificazione delle periferie di altrettanti comuni capoluogo (e città metropolitane) approvati e finanziati dai precedenti governi vengono così bloccati. Inevitabile e più che comprensibile la protesta dei Comuni stessi e dell’Anci, a cui si è aggiunta quella dell’opposizione, in particolare del Pd. I cui senatori, però, incredibilmente hanno votato a favore dell’emendamento.

Nel dibattito estenuante e faticoso sul decreto, in un clima di scontro permanente, tra le centinaia di voti espressi nel giro di un giorno e mezzo siamo caduti in una ben congeniata trappola ordita dal Governo che, annunciando 140 milioni di euro in più a favore degli Enti locali, occultava il contemporaneo taglio di risorse al piano periferie” si è giustificato il senatore piddino Patriarca. Ed in effetti il Governo è stato molto scaltro ad occultare bene il blocco dei bandi per due anni, al punto che nell’emendamento incriminato (13.2) c’era scritto che “l’efficacia delle convenzioni concluse sulla base di quanto disposto ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29/5/2017 è differita all’anno 2020”. Più nascosto di così…

Soldi in più ai Comuni: quando la matematica è una semplice opinione. Il Movimento 5 Stelle non ha dubbi, con il decreto Milleproroghe ci sono più fondi a disposizione dei Comuni. Lo sottolinea con entusiasmo Di Maio che in tutte le interviste e in tutte le dichiarazioni sostiene con orgoglio che “grazie al governo i Comuni avranno un miliardo in più”. Lo ripetono con eguale entusiasmo tutti gli altri esponenti del M5S. “Diamo più fondi ai Comuni, rivendichiamo con orgoglio l’emendamento del decreto proroga termini a noi promosso grazie al quale si sblocca finalmente 1 miliardo di euro per gli investimenti di oltre 8 mila Comuni” afferma la sottosegretaria Laura Castelli. “Grazie ad un nostro emendamento abbiamo liberato un miliardo per gli investimenti dei comuni, invertendo la rotta rispetto ai disastri del Pd. Lo sblocco degli investimenti riguarderà oltre 7 mila Comuni” aggiunge la parlamentare ascolana del M5S Rachele Silvestri. Al di là dei mille comuni di differenza tra la sottosegretaria e la parlamentare ascolana, occorre sottolineare che quell’emendamento sblocca concretamente un miliardo di euro ma per i prossimi 4 anni, visto che (come sottolineano i parlamentari grillini) “sarà possibile sbloccare 140 milioni di euro per il 2018, 320 milioni per il 2019, 350 milioni per il 2020 e 220 milioni per 2021”.

Soprattutto, però, considerando che nello stesso decreto, con un altro emendamento, vengono contemporaneamente bloccati oltre 2 miliardi sempre a disposizione dei Comuni (con il blocco dei bandi periferie), da un punto di vista strettamente matematico non è proprio corretto parlare di più soldi ai Comuni, anzi. Secondo la matematica se togli 2 miliardi e ne aggiungi 1 nel complesso hai un miliardo in meno, non uno in più. Evidentemente, però, non solo la scienza deve essere subalterna alla politica ma anche la matematica…

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