Il nuovo corso dell’Ascoli tra dubbi, timori e “allucinazioni estive”


Salvo improbabili sorprese, nelle prossime ore le firme e il passaggio dell’Ascoli da Bellini a Pulcinelli. Tra mille incognite, soprattutto sui probabili direttore generale (Lovato) e direttore sportivo (Tesoro) che non si presentano certo con un bel biglietto da visita…

Se non ci saranno improbabili sorprese dell’ultimo minuto, le prossime ore saranno quelle che sanciranno definitivamente il passaggio di proprietà dell’Ascoli da Bellini e Pulcinelli (Bricofer). L’annuncio dell’accordo è stato dato dalla stessa società bianconera con un comunicato stampa nei giorni scorsi ed ora si è solamente in attesa delle firme che dovrebbero arrivare tra lunedì 9 e martedì 10 luglio. Solo dopo si saprà con certezza la reale composizione della società e dello staff tecnico e finalmente si potrà iniziare a programmare la prossima stagione. Che, per giunta, per i bianconeri inizierà immediatamente dopo, con il raduno e il ritiro a Cascia che partirà il 14 luglio.

Un’evidente situazione di precarietà che inevitabilmente provoca dubbi e timori che si aggiungono ad una sorta di folle isteria collettiva determinata da quella che per molti tifosi è comunque una buona notizia a prescindere (l’addio di Bellini) e che finisce per far vedere le cose in maniera decisamente distorta rispetto alla realtà. In attesa che la nuova proprietà sveli le proprie carte, proviamo a fare un po’ di chiarezza.

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Per la prima volta proprietà non espressione del territorio

Partendo innanzitutto da un dato di fatto incontrovertibile: per la prima volta nella sua storia (come Ascoli calcio prima e Ascoli Picchio poi) la proprietà non sarà espressione del territorio. Anche se le sue fortune se le è costruite in Canada, non si può dimenticare che Bellini è comunque ascolano, nato ed espressione di questo territorio. Con lui alla guida il 100% delle azioni della società erano in mano a soci ascolani, con l’8% a Tosti e il 2% a Ciccoianni.

Ora il 90% di Bellini passerà a Pulcinelli, con Tosti e Ciccoianni che al momento mantengono le loro rispettive quote. E se anche, come ipotizzato da qualcuno, lo stesso Tosti dovesse arrivare al 35%, la maggioranza resterebbe saldamente in mano a chi tutto è meno che espressione del territorio. Chi, come diversi tifosi e qualche improvvido giornalista locale, continua a sostenere che finalmente le sorti dell’Ascoli saranno in mano agli ascolani evidentemente è in preda ad una sorta di allucinazione estiva. La realtà è chiara e ben evidente e fotografa una situazione che va esattamente nel senso opposto rispetto a quello sperato da chi da anni continua a ripetere il vuoto slogan “Ascoli agli ascolani”.

Naturalmente per chi scrive questo non è assolutamente un problema, l’unica cosa che conta realmente è che l’Ascoli finisca in buone mani, cioè nelle mani di persone che abbiano seriamente l’intenzione di onorare la storia bianconera e che abbiano la competenza adeguata che permetta di non deragliare, non solo tecnicamente.

Ed è inutile nascondere che, sotto quest’ultimo punto di vista, è inevitabile che ci siano numerose perplessità.

Il ricordo di Lovato, la “fama” di Tesoro

Se davvero, come sembra certo secondo tutti gli organi di informazione locale, la nuova società avrà Gianni Lovato come direttore generale e Antonio Tesoro come direttore sportivo è più che naturale che i dubbi aumentino. Lovato è stato già direttore generale dei bianconeri per due anni. E’ arrivato insieme a Bellini e se ne è andato il 29 giugno 2016, non lasciando certo un ricordo positivo nei tifosi bianconeri. Che, non a torto, gli imputavano i tanti errori commessi nei primi passi mossi dall’Ascoli Picchio.

Il suo ritorno non è (non sarebbe) visto con favore dalla maggior parte dei tifosi, con tutto quello che inevitabilmente ciò determinerà. Come, ad esempio, il fatto che ai primi problemi questa poca simpatia dell’ambiente bianconero nei suoi confronti potrebbe venire fuori e rendere più complicata la situazione.

Discorso se possibile addirittura peggiore per il designato (almeno stando a quanto scrivono i quotidiani locali) nuovo direttore sportivo, Antonio Tesoro, che arriverebbe ad Ascoli preceduto da una fama non proprio invidiabile. La sua ultima esperienza, a Vicenza, non è finita propriamente nel migliore dei modi e i tifosi veneti non sono stati molto teneri con lui. Tanto che, in un comunicato stampa di accusa contro la società, a proposito del futuro direttore sportivo bianconero scrivevano: “l’insignificante Tesoro, i cui trascorsi anticipavano già la sua capacità a livello calcistico”.

Non molto meglio, anzi addirittura peggio, si erano concluse le precedenti esperienze come ds con Lecce e Vicenza. Al punto che il sito online “soloLecce.it”, alle prime indiscrezioni sul suo possibile arrivo in bianconero, ha dedicato all’ex ds giallorosso un “pesantissimo” articolo dal titolo ironicamente emblematico “Vai Ascoli, regalaci un sogno. Arriva Tesoro”.

L’aspirante nuova società – si legge nell’articolo – avrebbe già il nome caldo del nuovo Direttore Sportivo, quello di Antonio Tesoro, da qualche anno fermo e concentratosi sulle procure di giovani di talento dopo i fallimenti sportivi seriali con Pro Patria, Lecce e Vicenza, due società su tre finite a cartoni e con i libri contabili al Tribunale Fallimentare. E la terza società citata, il Lecce, presa per i capelli dai nuovi acquirenti”. Davvero un bel biglietto da visita, non c’è che dire.

Ovviamente, come per tutti, è giusto poi valutare Tesoro (sempre ammesso che sia davvero lui il ds) alla luce del lavoro che svolgerà con l’Ascoli. Però quasi quasi proviamo già un po’ di rimpianto per Giaretta (che, per altro, ancora è formalmente in carica…).

Naturalmente la speranza dei tifosi bianconeri è che i comprensibili dubbi e i timori che nascono dal passato possano essere spazzati via dai fatti concreti. Che la nuova società dovrà immediatamente iniziare a compiere perché l’inizio ufficiale della nuova stagione è già alle porte e bisogna ancora programmare tutto, dall’allenatore alla rosa della squadra.

Panchina da assegnare, squadra da costruire

In tal senso è opportuno innanzitutto premettere che non bisogna troppo stare dietro e dar credito alle tante voci e alla pioggia di “si dice” che tradizionalmente caratterizzano il periodo del mercato. Quel che è certo è che bisogna fare presto, innanzitutto per la scelta dell’allenatore. Che quasi sicuramente non sarà Oddo, visto che l’ex allenatore del Pescara è partito per la Russia per assistere alle semifinali del mondiale e partecipare ad una sfida tra “vecchie glorie”.

E di certo l’Ascoli non può aspettare il suo ritorno, previsto per il prossimo fine settimana. Tolto (a meno di improbabili colpi di scena) dal lotto dei papabili Oddo, i nomi più caldi (Calabro soprattutto ma anche Bollini) non suscitano particolare entusiasmo e, anzi, fanno pensare che tutto sommato, se davvero questi sono i principali candidati, alla fine sarebbe meglio tenere Cosmi. Ma è comprensibile che la nuova dirigenza voglia comunque fare le proprie scelte.

Discorso ancora più complesso per quanto riguarda la rosa da allestire che necessita comunque di importanti inserimenti, a prescindere dalle decisioni del nuovo staff sui giocatori sotto contratto con l’Ascoli. A parte la difesa, che al momento è il reparto numericamente più fornito (ma che comunque necessita di essere rinforzata), tutti gli altri reparti necessitano almeno di un paio di innesti di livello.

Come anticipato non prendiamo neppure in considerazione i tanti nomi circolati in questi giorni, quel che è certo è che servirà comunque un mercato importante e possibilmente rapido, visto che nel prossimo fine settimana inizia già il ritiro. Di sicuro, al di là dei nomi, ci sembra difficile conciliare, come emergerebbe dal resoconto dei quotidiani locali, la necessità di ridurre il peso attuale degli ingaggi con le sbandierate volontà ambiziose (“ci piace vincere” ha scritto Pulcinelli sulla sua pagina facebook).

Tanti dubbi e tante incertezze, quindi, che magari saranno fugate rapidamente quando tutto sarà più chiaro. Sempre che non ci sia qualche imprevista sorpresa finale…

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