Piccoli Salvini crescono…


Mentre il nuovo sindaco  di Castel di Lama si presenta ponendo tra le sue priorità un censimento sugli extracomunitari (“per monitorare e scoraggiare pratiche illegali”…) che c’è già, a Monsampolo  in Consiglio comunale va in scena “un tentato femminicidio politico”

Che piaccia o no è indiscutibile che in questo momento nel nostro paese Matteo Salvini rappresenta il modello del politico vincente, capace di infiammare e trascinare le folle. Il nuovo “imperatore” della politica italiana (di fatto unico e indiscusso padrone del nuovo governo) ha capito quello che vuole una buona parte degli italiani e ha compreso come ottenere sempre e comunque, anche quando “la spara grossa”, il favore convinto del popolo (almeno di una parte di esso) giubilante.

In un paese “incattivito” (anche per motivi concreti e condivisibili) come il nostro, nel quale cresce l’insofferenza per i diversi e riaffiora con preoccupante forza la nostalgia per vecchi e antiquati modelli di società, fondati su una precisa scala gerarchica, lo stile da bulletto pronto ad alzare la voce contro i più i deboli e a rimarcare le differenze tra “noi e loro”, unito a quel pizzico di “sana” intolleranza e ad un machismo che ci si illudeva fosse invece fuori moda, entusiasma e fa proseliti.

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Scelti i “nemici” giusti, i migranti e i cosiddetti “diversi”, imbastito un racconto che non corrisponde alla realtà ma che piace perché individua in loro la fonte di tutti i problemi (che invece hanno ben altra radice), è stato sufficiente far leva sulla diffidenza, che in molti casi rasenta l’intolleranza e il razzismo, di molti e mostrare i muscoli (facendo credere che in realtà lo sta facendo anche contro i “potenti”).

Il tutto utilizzando toni e modi rustici, da vero “maschio alfa”, che piacciono e entusiasmano tanti maschietti ma che, sotto sotto, non dispiacciono anche ad una parte dell’universo femminile. Inutile porsi troppe domande, interrogarsi su come si sia arrivato a ciò, se siano maggiori i meriti del leader Lega o i demeriti di chi gli ha apparecchiato il campo. Comunque la si pensi, è innegabile che attualmente Salvini, con i suoi modi da “bulletto”, incarna la figura del politico di successo, amato e seguito da un numero crescente di tifosi. Ed è inevitabile che vecchi e nuovi politici e amministratori in qualche modo provino ad imitarlo, nei modi e nelle battaglie da portare avanti, sperando in tal modo di ottenere lo stesso successo e lo stesso consenso.

In tal senso è emblematico ciò che accaduto in questi giorni nel nostro territorio, a Monsampolo del Tronto e a Castel di Lama. Dove, nel primo caso, in Consiglio comunale è andato in scena quello che la diretta interessata (il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Iride Luzi) ha definito “un tentato femminicidio politico”), mentre nel secondo il nuovo sindaco Bochicchio (Movimento 5 Stelle) ha provato a copiare e riproporre il più attuale dei cavalli di battaglia del leader leghista, la schedatura (o censimento che dir si voglia) degli extracomunitari, con annessa allusione al fatto che delinquono.

“Troppo romantica”: zittita consigliera comunale dell’opposizione

Al di là di tutto, quello che è accaduto a Monsampolo dovrebbe fare profondamente riflettere perché sono in gioco principi fondamentali e valori che dovrebbero essere comuni e che tutti dovrebbero impegnarsi a tutelare. E’preoccupante che si cerchi in tutti i modi di censurare e mettere a tacere le opinioni e le legittime manifestazioni di dissenso di chi rappresenta l’opposizione, di chi non condivide le posizioni di chi è maggioranza.

Abbiamo visto come in tal senso il clima che si respira nel nostro paese è dei peggiori, abbiamo raccontato come negli ultimi giorni si stia cercando con tutti i mezzi di mettere a tacere, anche con minacce e con metodi repressivi, chi non segue il pensiero dominante. In qualche modo è quello che accaduto anche a Monsampolo, al Consiglio comunale di lunedì sera, dove, come si legge in un comunicato stampa congiunto firmato da Iride Luzi e Luca Corradetti (Fare Insieme), “i commenti politici delle opposizioni sono stati continuamente messi a tacere a fronte di comizi elettorali da parte degli attori della giunta”.

Ma, quel che è peggio, è che nei confronti della rappresentante del M5S sono stati usati toni e affermazioni dal sapore maschilista, che si credevano scomparsi. “Alla consigliera comunale Iride Luzi – si legge ancora nel comunicato – è stato vietato il commento perché “troppo romantica”, questa la spiegazione alla messa a tacere della Luzi data dal presidente del Consiglio (Eugenio Novelli)”. In altre parole una versione un po’ più soft, ma per certi versi più subdola, del famoso “tu pensa a fare i piatti”…

E’ la stessa Iride Luzi che ci spiega, nel dettaglio, cosa è accaduto. “Si doveva approvare una variazione di bilancio – afferma – è successo che non è stata approvata. Un momento politico delicato, consumato senza poter intervenire dopo le parole del vicesindaco che spiegava il suo voto contrario. Tutti hanno potuto commentare, raccontando fatti risalenti fino al 2014, tutti hanno potuto perorare la loro causa e rivendicare il diritto di commentare politicamente quella frattura. Tutti uomini, rappresentanti di maggioranza e minoranza, io soltanto non ne ho avuto modo.

Mi è stata tolta la parola dal presidente del consiglio, nel momento in cui stavo evidenziando quanto fosse stato doloroso il testo letto dal vicesindaco a corredo del suo voto contrario. Stavo sottolineando quanto quel momento politico dovesse essere un momento di riflessione e di apertura, di quale “alto” istante politico stessimo vivendo e da attori di quella seduta consigliare, avremmo dovuto analizzare lo squarcio e renderlo una nuova possibilità per i cittadini che, ignari, erano i diretti interessati. Non l’ho potuto fare. Il presidente del Consiglio mi ha chiesto di parlare solo di bilancio, ho replicato che nessuno di loro l’aveva fatto e ho chiesto perché non potevo farlo anche io e mi stato risposto “perché lei fa la romantica”.

Ecco, io minoranza della minoranza, donna che in quanto tale se imbastisce un discorso etico è romantica, significa che non può far altro che discorsi da donna, discorsi inutili da fare di fianco ai fornelli. Gli uomini invece, nei fumoir, loro sì che sanno e possono strategicamente commentare la politica seriamente. Romantica, L’aggettivo più mortificante che si possa usare rivolto a una donna in seno alle istituzioni”.

Soltanto una donna, della giunta, “rivale” politica della Luzi, è intervenuta in sua difesa. E’ opportuno sottolineare come il sindaco e la giunta di Monsampolo non siano certo leghisti, il sindaco Caioni, che si è presentato con una lista civica, in occasione delle ultime elezioni politiche era sul palco insieme agli esponenti e ai candidati del Pd, segno della sua vicinanza a quel partito che oggi (sia pure in maniera poco convincente) si oppone al “modello Salvini”.

Un censimento per “scoraggiare pratiche illegali”

Non è leghista neppure il nuovo sindaco di Castel di Lama, Mauro Bochicchio, che è del M5S alleato della Lega al governo. Però, per la sua prima uscita ufficiale dopo le elezioni, ha pensato di ispirarsi proprio al Carroccio e al suo leader. Così, a poche ore dal primo Consiglio comunale, con un post su facebook ha annunciato quelli che saranno i primi temi che intende affrontare con la sua giunta: “avvio della sperimentazione di un sistema di videosorveglianza all’interno del cimitero per scoraggiare i furti sulle tombe; avvio del censimento dei cittadini extracomunitari iscritti all’anagrafe comunale per monitorare e/o scoraggiare eventuali pratiche illegali”.

Un’agenda che sembra scritta dal ministro degli interni, con quell’accostamento tra extracomunitari e “pratiche illegali” che neppure il più convinto sostenitore del Carroccio avrebbe il coraggio di fare, almeno così apertamente. Così come l’accostamento tra i due temi (furti sulle tombe e censimento degli extracomunitari) inevitabilmente fa pensare che le due cose siano strettamente connesse. Insomma una buona dose di basso qualunquismo, per cavalcare l’onda lunga salviniana, con quel capolavoro dall’altissimo valore demagogico del censimento degli extracomunitari.

Che, avrà pensato il sindaco grillino, sicuramente aiuterà ad accrescere il proprio gradimento, visto il successo ottenuto dal leader della Lega con la sua idea “malsana” e improponibile del censimento/schedatura dei rom. Parliamo con cognizione di alta demagogia perché il nuovo sindaco, consapevolmente (quindi per pura propaganda) o inconsapevolmente (perché non conosce la materia di cui sta parlando) sta solamente gettando “fumo negli occhi”. Il primo cittadino dovrebbe ben sapere (se non lo sa farebbe allora  meglio ad informarsi prima di “sparare”) che non serve alcun censimento degli extracomunitari per il semplice motivo che c’è già, è stato fatto.

E, di conseguenza, chiunque ne ha interesse può già sapere che, a gennaio 2018, i cittadini stranieri presenti all’anagrafe di Castel di Lama sono 659 (il 7,7% della popolazione comunale), di cui 290 (il 44%) provenienti dall’Europa, 182 (27,62%) dall’Africa, 170 (25,80%) dall’Asia, 17 (2,58%) dall’America. Romania (92). Marocco (85) e Cina (80) i paesi più rappresentati. Ma se vuole il sindaco Bocchicchio ha a disposizione qualsiasi genere di informazione in proposito, può consultare i dati se ancora non ne è a conoscenza.

Certo, informarsi correttamente non produce effetti particolari in termini di consenso, non aiuta ad accrescere la propria popolarità. Ma amministrare, anche in tempi come quelli che stiamo vivendo, significa altro che, significa occuparsi con serietà e concretezza dei veri problemi e delle priorità dei cittadini (e tra queste non c’è certo la necessità di fare un censimento sugli extracomunitari… che già c’è!). E significa anche seguire un determinato modello che non è certo quello “salviniano” ma che implica massimo rispetto dell’istituzione che si rappresenta e di tutti gli organi che la compongono.

Dovrebbero fissarlo bene in testa il sindaco di Castel di Lama e quello di Monsampolo del Tronto per evitare così che si ripetano simili sconcertanti episodi che non giovano certo all’immagine dei rispettivi Comuni…

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