Quasi 30 milioni per il rilancio post terremoto delle imprese picene


Soddisfazione da parte della Cna di Ascoli per i fondi stanziati dal recente decreto del Commissario per la ricostruzione in favore delle imprese artigiane, commerciali e dei servizi che hanno subito danni indiretti (calo del fatturato)

Poco meno di 30 milioni a disposizione delle imprese artigiane, commerciali e dei servizi che hanno subito danni indiretti (cioè calo del fatturato) a causa del terremoto. Per una volta, almeno sulla carta, arrivano buone notizie sul fronte del post terremoto.

Ad annunciarlo è la Cna di Ascoli che spiega come il recentissimo decreto del Commissario per la ricostruzione ha stanziato quei fondi per le imprese picene, prevedendo anche la possibilità di cumulare i contributi per i danni indiretti patiti a causa del terremoto con i contributi richieste per il potenziamento dell’attività e l’implementazione dell’occupazione. Complessivamente è stato previsto uno stanziamento di 20 milioni e 130 mila euro per il 2017 e di 7 milioni e 930 mila per il 2018, per un totale di 28 milioni e 60mila euro per la concreta ripartenza delle attività imprenditoriali nell’area del cratere del sisma.

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E’ quanto sancisce il recentissimo Decreto del Commissario per la ricostruzione. “Ci sono aspetti molto importanti e che noi come Cna Picena avevamo sollecitato a gran voce – spiegano Luigi Passaretti e Francesco Balloni, presidente territoriale e direttore generale della Cna di Ascoli – a cominciare dal possibile cumulo fra contributi per il risarcimento dei danni indiretti con i contributi concessi, invece, per ampliamento o modernizzazione dell’attività. Altro aspetto, ora chiaro e definito, sono i tempi certi dei rimborsi. Certi e anche rapidi, come necessitano queste imprese in grave difficoltà”.

Chi può beneficiarne, le modalità di erogazione del contributo

Nello specifico sono ammesse a contributo le imprese con una o più attività produttive nelle Marche. Aziende che, nello specifico della provincia di Ascoli Piceno, devono risultare già operative alla data del 24 febbraio 2016. L’attività economica può essere esercitata in tutti i settori dell’artigianato, del commercio e dei servizi. La riduzione del fatturato deve essere pari o superiore al 30 per cento. E il parametro di riferimento sarà stabilito estrapolando la media dei fatturati compresi fra il 19 gennaio e il 19 luglio di tre anni consecutivi, ovvero il 2014, il 2015 e il 2016. Questa media dovrà essere comparata con il fatturato realizzato fra il 19 gennaio 2017 e il 19 luglio 2017.

Nel caso l’azienda sia attiva da minor tempo (sempre con avvio attività al 24 febbraio 2016), il parametro di raffronto sarà valutato appunto dall’apertura dell’azienda. Il contributo, erogato sulla base dei parametri sopracitati, può arrivare a un massimo di 50 mila euro. Le domande dovranno essere presentate dal 14 maggio al 30 giugno 2018. L’erogazione della prima rata del contributo, pari al 70 per cento dell’importo complessivo,  avverrà entro 30 giorni dalla data della concessione.

Alle disposizioni appena elencate per il risarcimento dei danni indiretti si aggiunge un altro provvedimento specificatamente volto a sostenere la ripresa delle attività nel cratere (decreto Mef/Mise).  Per questa specifica misura potranno essere richiesti contributi per investimenti che vanno da un minimo di 20 mila euro a un massimo di un milione e mezzo di Euro. Sono ammesse tutte le imprese della zona che presentino progetti di sviluppo, rilancio e potenziamento produttivo.

Il progetto  approvato dovrà essere realizzato entro 18 mesi e, tramite una fideiussione, sarà possibile l’erogazione di un’anticipazione del 40 per cento dell’importo ammissibile.La concessione del sostegno anche per finanziamenti di soli ventimila euro – aggiungono Passaretti e Balloni – riteniamo sia un altro elemento importantissimo soprattutto per le piccole e micro imprese che hanno sì necessità di investire ma in misura proporzionata alle dimensioni e al target aziendale”.

Altro aspetto su cui la Cna Picena mette l’accento, in positivo, riguarda il cumulo degli aiuto. Il provvedimento che incentiva gli investimenti, infatti, ora prevede chiaramente che le imprese beneficiare possano cumulare le agevolazioni previste con altri contributi pubblici qualificabili sia come aiuti di Stato, sia non come aiuti di Stato.

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