L’Ascoli e Cosmi “steccano” ma non sprofondano


A Foggia, contro una delle squadre più in forma del campionato, i bianconeri scendono in campo quasi rassegnati, senza la necessaria determinazione. Non convincono le scelte e i cambi dell’allenatore, la reazione nella ripresa vanificata da una svista arbitrale

E’ difficile da digerire e da spiegare una brutta sconfitta come quella rimediata dall’Ascoli a Foggia, con i bianconeri che sembravano lanciati nella rincorsa salvezza e, soprattutto, nelle ultime partite avevano dimostrato di aver capito come deve giocare una squadra che lotta per evitare la retrocessione. Per carità, perdere contro i rossoneri, che in questo girone di ritorno hanno un ritmo da promozione diretta in serie A e giocano un calcio davvero spumeggiante, ci può stare.

Ma non in quel modo, non arrendendosi sin dall’inizio, scendendo in campo senza l’indispensabile grinta e cattiveria agonistica che una squadra nella situazione dell’Ascoli deve avere. Per questo non sarebbe serio aggrapparsi alla giustificazione di un arbitraggio sicuramente casalingo perché significherebbe guardare la pagliuzza e non considerare la trave che è rappresentata dalla sconcertante prestazione e dall’atteggiamento avuto (soprattutto nel primo tempo) dai bianconeri. Poi è vero che nel calcio a volte basta un episodio per cambiare le cose.

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Ed è indiscutibile che ad inizio ripresa l’arbitro ha commesso un gravissimo errore nel non assegnare il rigore ai bianconeri per il netto ed evidente fallo subito in area da Monachello. Sappiamo bene che l’Ascoli non è certo il Real Madrid, a cui basta un alito di vento in area rigore per ottenere un penalty. E più volte abbiamo sottolineato quanto di basso livello, assolutamente impresentabile, sia la squadra degli arbitri in serie B. Ma è inutile e, soprattutto, non avrebbe senso in questa sede parlare dell’incompetenza della classe arbitrale, sviando l’attenzione da quello che è il vero punto.

Le colpe della squadra, gli errori dell’allenatore

L’Ascoli a Foggia ha perso così male esclusivamente per proprie responsabilità, della squadra e del tecnico. Il mancato rigore e l’arbitraggio sono solo un particolare in più che, semmai, conferma come da retrocessione sicuramente sarebbe la squadra arbitrale del campionato cadetto. “Avrei dovuto sostituirli tutti e 11 a fine primo tempo” ha detto mister Cosmi a fine partita. Giustissimo, però qualche volta il tecnico bianconero dovrebbe fare anche un po’ di autocritica. Dopo le ultime partite e le ultime vittorie gli abbiamo giustamente attribuito i meriti per come aveva schierato la squadra in campo e, ancor più, per l’atteggiamento che i giocatori avevano finalmente mostrato.

A Foggia è verissimo che dopo il primo tempo sarebbe stato necessario cambiare tutti gli 11 scesi in campo ma, a dirla tutta, sarebbe stato giusto cambiare anche l’allenatore le cui scelte iniziali sono sembrate subito a dir poco discutibili. Certo la sfortuna ha contribuito, togliendo all’allenatore un giocatore come D’Urso in grande crescita nelle ultime partite. Ma la decisione di sostituirlo in mezzo al campo con Baldini è stata una follia sotto ogni punto di vista. Abituato a giocare sulla fascia o comunque più avanti, Baldini è apparso sin dall’inizio spaesato, in evidente difficoltà e incapace anche solo di tenere la posizione in campo.

In pratica per tutto il primo tempo è come se i bianconeri avessero giocato con uno in meno, con l’aggravante di aver concesso un ulteriore grande vantaggio a centrocampo ad una squadra che già non ne aveva certo bisogno e che sarebbe comunque stata in grado di metterli in difficoltà anche in “parità numerica”. Nella voragine che si è creata nel centrocampo bianconero per l’incapacità di Baldini di tenere la sua zona, il Foggia ha banchettato con irrisoria facilità. Discutibile anche la scelta di sostituire Pinto (che nelle ultime partite ha fatto davvero bene ma pensare che sia insostituibile…) con Mignanelli che, dopo l’infortunio, è irriconoscibile.

L’esterno sinistro bianconero in realtà non è mai stato bravissimo in fase difensiva ma almeno garantiva qualcosa di più in fase di spinta, soprattutto con i suoi cross mancini tagliati. Ora ovviamente in fase difensiva non è per nulla migliorato (anzi) ma di contro in fase offensiva è praticamente inesistente. Sarebbe stato molto più sensato schierare da quella parte uno tra Baldini e Martinho, con il brasiliano che ancora non è mai stato brillante ma tatticamente, quando è stato mandato in campo, ha sempre svolto bene il suo ruolo.

E’ chiaro che da lui ci si attendeva (e ci si attende ancora…) altro, soprattutto in fatto di qualità. Ma almeno avrebbe dato un po’ più di equilibrio. Anche i cambi operati ad inizio ripresa dall’allenatore bianconero sono sembrati discutibili. Intendiamoci, Buzzegoli e Gigliotti hanno disputato un primo tempo orribile (ma come quasi tutta la squadra…) e, così come altri giocatori bianconeri, meritavano davvero di restare negli spogliatoi. Però a nostro avviso l’allenatore avrebbe dovuto pensare più all’equilibrio della squadra, ad effettuare cambi per cercare di sistemare ciò che poteva essere sistemato (il centrocampo con un uomo in meno con Baldini, Monachello troppo isolato davanti, la fascia sinistra in totale disarmo).

Invece i due cambi effettuati da Cosmi sono stati dettati più dalla rabbia (comprensibile) per i gravi errori commessi dai due giocatori bianconeri in occasione del raddoppio foggiano. Per onestà va detto che almeno in avvio di secondo tempo l’Ascoli qualcosa in più ha fatto vedere. Anzi, i bianconeri erano partiti bene, soprattutto finalmente con la giusta determinazione (quella che avrebbero dovuto avere sin dal primo minuto), e avevano anche impegnato per la prima volta Guarna (colpo di testa di Monachello).

Poi, in pochi secondi, i due episodi che hanno definitivamente chiuso la partita, il rigore negato ai bianconeri e, poco dopo, quello assegnato (giustamente) ai padroni di casa, con l’espulsione di Agazzi. E’ bene, però, sottolineare che anche l’azione del rigore del Foggia è nata proprio grazie al clamoroso buco che c’era nel centrocampo ascolano, con poi la compartecipazione dell’errata disposizione della difesa.

Ironia della sorte, poi, Lanni era riuscito anche a parare il rigore ma, sul susseguente calcio d’angolo, l’ennesima distrazione collettiva della difesa ha regalato il 3-0 ai padroni di casa. L’unica nota positiva della giornata di campionato è che i risultati delle rivali tutto sommato si possono definire positivi per l’Ascoli.

Playout ad un punto, salvezza a tre

Ha vinto solamente (seconda vittoria consecutiva) la Ternana che, di fatto, rientra a tutti gli effetti nella corsa salvezza (è a 3 punti dai bianconeri). Hanno perso Pro Vercelli (ultimo ma non ancora definitivamente spacciato) e Novara (in casa con la Ternana). Le altre hanno tutte pareggiato e sostanzialmente la classifica è mutata di poco. L’Ascoli è ora terz’ultima ma da solo, con l’Entella ad un punto, il Cesena a 2 e il tandem Pescara e Bari a 3. Un punto sopra c’è l’Avellino, mentre non del tutto fuori dal discorso salvezza a 42 (+6 dall’Ascoli) ci sono Brescia e Cremonese.

L’aspetto negativo è che tutte le formazioni impegnate nella lotta salvezza (ad eccezione del Novara) hanno mostrato quella grinta e quella determinazione che, invece, è mancata in Puglia alla formazione di Cosmi. E che deve essere immediatamente ritrovata per il difficile anticipo di questa sera (lunedì 16 aprile) contro il Parma. Un avversario ostico, in lotta per la promozione e lanciato da una serie di buoni risultati (anche se venerdì ha pareggiato in casa con il Cittadella).

Ma i bianconeri non possono certo farsi intimorire dal rango dell’avversario, devono cercare comunque di conquistare una vittoria che farebbe fare un bel salto in avanti, visti anche gli impegni delle altre avversarie. Non sarà per niente facile ma per certi versi la situazione ricorda la vigilia della sfida casalinga contro il Bari.

La speranza è che si veda una squadra determinata e decisa come in quell’occasione. E che, ovviamente, il risultato sia lo stesso…

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