Valentino Rossi: c’era una volta un campione…


I gravissimi errori commessi da Marquez in Argentina non giustificano le veementi dichiarazioni e gli atteggiamenti vittimistici del campione di Tavullia. Che accusa lo spagnolo di distruggere la Motogp. E se invece fosse proprio l’atteggiamento di Rossi a danneggiarla?

Marc Marquez domenica scorsa in Argentina ha corso la peggior gara della sua carriera in MotoGP. Ha commesso errori gravissimi, che ci si aspetterebbero da un debuttante e non certo da un campione, e probabilmente doveva essere sanzionato più duramente. Però ciò non toglie che le conseguenti dichiarazioni di Valentino Rossi nel post gara siano state davvero sconcertanti. Una grave caduta di stile per il campione di Tavullia che in un colpo solo è riuscito a procurare un grave danno d’immagine alla Motogp ma anche a se stesso.

Tutto è accaduto a pochi giri dalla fine, dopo che Marquez era terminato nelle retrovie a causa di una partenza non regolamentare e di un duro contatto con un altro avversario. Lo spagnolo era in rimonta quando si è trovato in scia a Rossi. Non appena ha visto uno spiraglio si è lanciato all’interno del pesarese e lo ha colpito, facendolo cadere. Rossi è ripartito ma non è riuscito a conquistare punti, mentre Marquez è giunto quinto ma è stato penalizzato ed è terminato fuori dai primi quindici.

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uccio padrone di casa ai box Yamaha

Rossi a fine gara non ha voluto accettare le repentine scuse del suo rivale, che è stato cacciato malamente dal box Yahama da Uccio, storico amico del campione di Tavullia. E che una persona senza alcun titolo ufficiale decida chi può entrare e chi no nel box di una delle case motociclistiche più importanti del mondo è qualcosa che getta in cattiva luce sia la Yamaha (che, infatti, non ha per nulla gradito…) ma anche lo stesso Valentino. Le cui dichiarazioni, però, sono ancora più gravi.

Il nove volte campione del mondo ha ripetuto più volte di avere paura di Marquez in pista. Nessuno che abbia mai visto correre Valentino può credere seriamente che un pilota del suo calibro abbia paura di un avversario in pista. Rossi ha duellato ad armi pari con tutti i migliori piloti di due diverse generazioni. Si è confrontato varie volte in pista con lo stesso Marquez, battendolo in alcune circostanze. Prima della gara di domenica non era mai accaduto che lo spagnolo buttasse a terra l’italiano, mentre il contrario si era verificato in un paio di circostanze.

Quando Valentino Rossi dice di aver paura di Marquez lo fa solo per gettare in cattiva luce il suo avversario, per passare da vittima agli occhi dei tifosi e della stampa e, cosa molto grave, per cercare di influenzare la direzione gara nel caso ci dovessero essere degli episodi dubbi in futuro. Rossi non parla mai se non vuole ottenere qualcosa e le sue parole sono sempre calcolate. Qualora invece fosse vera la paura, cosa di cui dubitiamo fortemente, allora forse sarebbe il caso che il pilota italiano iniziasse seriamente a pensare di ritirarsi.

Manovre dure e aggressività, il bue disse cornuto all’asino…

Il pesarese ha anche ingigantito le azioni di Marquez, accusandolo di aver centrato quattro avversari, poi diventati all’improvviso sei, e citando anche scorrettezze a suo dire avvenute nella prima gara dell’anno in Qatar. Che però esistono solo nella mente di Rossi, che ha deliberatamente messo sullo stesso piano manovre irregolari e sorpassi aggressivi. Peccato che molte delle cose di cui si lamenta il pesarese siano per l’appunto solo delle manovre dure ma regolari, tanto che nessuno degli altri piloti si è lamentato.

E le sue critiche alla guida aggressiva di Marquez sono tra le dichiarazioni più ipocrite mai sentite. Valentino ha costruito gran parte delle sue vittorie grazie ad uno stile di guida aggressivo e una serie di sorpassi al limite del regolamento. Solo due anni fa si era preso beffa in diretta mondiale di Jorge Lorenzo, che lo aveva accusato di essere troppo aggressivo. Evidentemente quando è lui a fare certe cose va tutto bene, quando le subisce invece no.

Un altro dei punti più bassi delle affermazioni di Rossi è stato il ritirare in ballo il mondiale 2015 facendo del vittimismo. Le veementi polemiche e le accuse contro la direzione di gara sono imperdonabili. Non tanto per le critiche in sé, perchè effettivamente in Argentina i commissari hanno sbagliato varie decisioni, quanto per le insinuazioni che ci sia della malafede.

Da Sky ai giornalisti italiani, tutti “allineati e coperti”

Inoltre va detto che Rossi si è fatto intervistare molto tempo dopo la fine della gara e, quindi, ha avuto tutto il tempo di riflettere su cosa dire e di esaminare oggettivamente quello che era accaduto. Per questo motivo certe parole, che sarebbero parzialmente giustificabili se rilasciate a caldo, diventano ancora più inaccettabili.

Così come inaccettabile è stato il comportamento della stampa italiana che si è dimostrata ancora una volta non all’altezza. Dopo la gara su Sky nessuno ha mostrato dissenso o ha provato a criticare la parole di Rossi ma, come al solito, tutti gli hanno dato pieno appoggio. Addirittura si è arrivato a sostenere che le scuse di Marquez non fossero sincere ma imposte dall’alto. C’è stato anche chi è riuscito a mettere in mezzo a tutto ciò Simoncelli, in un discorso che potrebbe essere smentito in molti modi ma che non approfondiremo per rispetto di un ragazzo che ha perso la vita per inseguire una passione.

Il problema è che la stampa italiana non tratta mai allo stesso modo i piloti italiani e quelli stranieri. Nel periodo in cui Iannone buttava giù un pilota a gara su Sky c’era pieno sostegno al pilota di Vasto. Quando Rossi stese Marquez a Sepang, in circostanze in cui entrambi i piloti ebbero gravi colpe, in tutta Italia Valentino fu fatto passare per un martire. Quello che ha fatto Marquez in Argentina è molto meno grave ma dalla stampa italiana viene fatto passare quasi come un crimine imperdonabile.

Una voce fuori dal coro: Giacomo Agostini

Fortunatamente qualcuno che ha criticato Rossi anche qui in Italia c’è. La voce più autorevole è sicuramente quella di Giacomo Agostini, il pilota più titolato nella storia del motomondiale, che ha fatto capire chiaramente di essere in disaccordo con quasi tutto quello che ha detto il pilota di Tavullia. Purtroppo però chi ragiona con la sua testa e ha spirito critico e non accetta di schierarsi sempre e comunque a favore di Rossi finisce poi per ricevere insulti da una parte troppo calda della tifoseria del pilota marchigiano.

Alla fine, comunque, in tutto ciò a perderci è soprattutto la Motogp. Ed è singolare il fatto che Rossi abbia accusato Marquez di danneggiare proprio la Motogp con il suo comportamento. Ammiriamo e rispettiamo il pilota pesarese per tutto quello che ha dato al motociclismo, ma sentire queste parole da uno come lui fanno male. Inutile nascondere che il motomondiale domenica si è fatto una pessima pubblicità e, a nostro avviso, la responsabilità è soprattutto di Rossi. Che con le sue dichiarazioni ha fatto passare in secondo piano le gesta in pista di altri piloti che avrebbero meritato, per una volta, le luci della ribalta.

Come Cruthclow che ha vinto la gara ed ora è in testa al mondiale o Rins che ha conquistato il primo podio in carriere o Miller che ha corso una gara pazzesca, con una moto vecchia. Se il pilota di Tavullia avesse accettato le scuse di Marquez, come era giusto fare, non si sarebbe scatenato alcun putiferio.

Dall’alto della sua esperienza Rossi dovrebbe sapere che non sarà certo una manovra “scellerata” a danneggiare il motociclismo quanto certe dichiarazioni evitabili. Allora è inevitabile chiederselo: e se fosse Rossi a distruggere la Motogp?  (DDS)

 

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