Vaccini: smentiti i “gufi”, funziona la legge sull’obbligatorietà


Secondo i dati forniti dal Dipartimento Malattie Infettive dell’ISS per l’esavalente siamo sopra il 95%, quindi è stata raggiunta l’immunità di gregge, mentre per il morbillo ci si è avvicinati, con una crescita del 6%. Tra i 20 e i 30 mila i bambini ancora non in regola

Tempo scaduto. Lunedì 12 marzo è l’ultimo giorno utile per mettersi in regola con la documentazione sui vaccini per i bambini sotto i 6 anni, come previsto dal decreto Lorenzin. Che, per chi non lo facesse nei tempi previsti, prevede la non ammissione agli asili nido e alle scuole materne. In tal senso le scuole sono pronte a fare la propria parte, come afferma il responsabile delle relazioni istituzionali dell’Associazione nazionale presidi Lici Cianfriglia.

C’è una legge dello Stato – afferma – e i presidi hanno l’obbligo di farla rispettare. Le scuole hanno dato ampia comunicazione ai genitori che hanno avuto tutto il tempo per mettersi in regola. Del resto, come è noto, non occorre che i bimbi siano già stati vaccinati, basta che sia stata presentata all’Asl richiesta di effettuazione della vaccinazione e che la somministrazione sia stata fissata anche dopo il 10 marzo”. Nelle settimane scorse le associazioni e i comitati no vax hanno intensificato la loro campagna paventando scenari apocalittici al momento della scadenza dei termini.

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La legge sull’obbligo vaccinale sta generando un caos senza precedenti. Solo in Piemonte sono circa 40 mila i bambini non in regola che rischiano di non poter essere iscritti a scuola” pubblicavano sui social, nei giorni scorsi, alcune di quelle associazioni. Che, guarda il caso, puntualmente hanno trovato sponda nel “Fatto Quotidiano”. Che, per carità, non è assolutamente no vax, anzi, il suo direttore Marco Travaglio non perde occasione per dichiararsi favorevole ai vaccini. Salvo poi dichiarare che “il morbillo è un semplice tagliando” e, sul proprio giornale, dare spazio esclusivamente o quasi alle tesi del vasto schieramento no vax. Nei giorni scorsi il quotidiano di Travaglio ha pubblicato un articolo sul problema, titolando in prima pagina “Centinaia di migliaia i bambini non vaccinati”.

Ci sarebbe molto da dire e da riflettere su come ormai da tempo la stampa italiana abbia abdicato a quello che dovrebbe essere il suo ruolo primario, cioè informare correttamente. In questa sede è importante sottolineare come i dati, quelli veri e ufficiali, disegnano un quadro assolutamente e completamente differente rispetto a quello vaneggiato dai no vax, con il supporto del “Fatto Quotidiano”. “Per l’esavalente siamo sopra il 95% dei bimbi vaccinati, quindi la fatidica soglia dell’immunità di gregge è stata raggiunta – afferma il direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore della Sanità Giovanni Rezza – mentre per il morbillo abbiamo avuto una crescita di circa il 6%, quindi anche in questo caso ci avviciniamo a quella soglia. I numeri dimostrano che le vaccinazioni sono aumentate e questo era l’obiettivo del decreto”.

D’altra parte che fossimo di fronte a clamorose ed imbarazzanti “bufale” era del tutto evidente visto che, come sottolinea il presidente della Società italiana di igiene, Carlo Signorelli, “quando è stata approvata la legge il ministero della Salute ha calcolato che erano circa 120 mila i bambini in arretrato e non in regola con le vaccinazioni”. Quindi centinaia di migliaia di bambini non vaccinati non c’erano neppure prima del decreto Lorenzin ed è davvero incredibile che, non un’associazione no vax, ma un quotidiano nazionale possa mettere in giro simili “bufale”. Anche perché lo stesso Signorelli aveva anche sottolineato che già oltre un terzo di quei 120 mila si erano messi in regola con le vaccinazioni entro ottobre 2017.

Naturalmente, visto la scadenza odierna, ancora non ci sono dati completi, ma il presidente della Società italiana di igiene, così come il ministero, calcola che sono tra i 20 e i 30 mila i bambini non in regola. Che, ovviamente, non sono comunque un numero da sottovalutare e la cui situazione non può non rappresentare una preoccupazione, visto che in teoria rischiano di non essere ammessi ad asilo e scuola materna. Ma, è altrettanto evidente, non siamo certo di fronte agli scenari apocalittici paventati dai no vax e dal “Fatto Quotidiano”.

Per quanto riguarda la nostra regione secondo i dati forniti dalla Regione su una popolazione di 226.735 bambini tra i 0 e i 16 anni, al 31 dicembre scorso ne risultavano inadempienti circa 13 mila per quanto riguarda difterite, tetano e pertosse (Dtp) e 17 mila per morbillo, rosalia e parotite (Mrp). E’, però, importante sottolineare come, sempre secondo la Regione, la maggior parte di questi hanno già la prenotazione per mettersi in regola (e quindi non rischiano di non essere iscritti). “Un primo richiamo agli inadempienti marchigiani – si legge nel comunicato regionale – era già stato effettuato a luglio 2017: ne risultavano 17.820 per Dtp e 23.771 per Mrp”. All’epoca, grazie a quella campagna, ne erano stati recuperati circa 4 mila per il Dtp e 6 mila per il Mrp.

Naturalmente, come era scontato che fosse, l’avvicinarsi della scadenza del decreto Lorenzin ha ridato vigore alla campagna dei no vax che hanno tappezzato alcune città italiane (in Toscana in particolare ma anche in Veneto) con manifesti che invitano, prima di vaccinare i propri figli, ad una “corretta informazione”. Il punto principale, però, è cosa si intende per “corretta informazione”, se dare credito alle centinaia e centinaia di medici, scienziati e ricercatori che unanimemente sostengono l’importanza dei vaccini o alle tesi “strampalate” e privi di riscontri medico-scientifici di personaggi folkloristici.

Corretta informazione, ad esempio, significa dare la giusta evidenza ad un importante studio scientifico americano, pubblicato nei giorni scorsi sulla rivista Jama (la rivista scientifica dell’Associazione americana medica), che demolisce ulteriormente una delle principali tesi dei no vax, cioè quella secondo cui i vaccini multipli sovraccaricano e distruggono il sistema immunitario per la presenza di numerosi antigeni. In realtà tutti gli studi e le analisi dettagliate avevano già dimostrato come gli antigeni contenuti nell’intero calendario vaccinale sono veramente pochi, addirittura molto meno di un semplice graffio.

Lo studio, realizzato dal network Vaccine Safety Datalink (un progetto portato avanti dal 1990 negli Stati Uniti dall’Ufficio per la sicurezza dell’immunizzazione e una decina di organizzazioni di assistenza sanitaria americane), ha preso in esame un campione di 500 mila bambini per verificare se la somministrazione di vaccini multipli nei primi 23 mesi può indebolire il sistema immunitario e far crescere il rischio di malattie infettive non coperte dalle vaccinazioni. Il risultato che ne è scaturito è inequivocabile: il rischio di ammalarsi nei primi anni di vita è identico tra i bambini vaccinati e non vaccinati.

Nulla di sorprendente e di clamoroso, in realtà, se non per chi (come i no vax) continua a sostenere, senza alcun evidenza scientifica (anzi, le evidenze scientifiche dimostrano esattamente il contrario) che i vaccini farebbero impazzire il sistema immunitario e lo indurrebbero a causare allergie e malattie autoimmuni. “L’esposizione cumulativa agli antigeni vaccinali nei primi 23 mesi di vita – si legge nello studio scientifico americano – non è associata ad un aumento del rischio di ricoveri e visite ospedaliere per malattie infettive non coperte nei due anni successivi”.

Come detto nulla di nuovo, da tempo la Società Italiana di Pediatria aveva dimostrato l’assoluta inattendibilità della bizzarra teoria dei no vax, evidenziando come sin dalla nascita il nostro sistema immunitario incontra migliaia di virus e batteri e produci anticorpi diretti contro gli antigeni che li compongono.

Attraverso gli anticorpi – spiegano i pediatri – già dalla nascita il nostro sistema immunitario è in grado di riconoscere contemporaneamente miliardi di antigeni. Negli anni ’80 nei vaccini contro le 7 malattie (difterite, tetano, pertosse, polio, morbillo, parotite e rosolia) iniettavamo circa 3 mila antigeni. Grazie ai progressi delle biotecnologie, i vaccini ora sono molto più purificati e oggi per vaccinare contro 14 malattie iniettiamo non più di 150 antigeni”.

L’ennesima conferma di quanto poco attendibili siano i “deliri” no vax e di come, in realtà, siamo davvero sulla giusta strada.

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