Senza difesa e senza più alternative: Ascoli con le spalle al muro


Anche a Frosinone i bianconeri disputano una discreta partita ma pagano a caro prezzo i soliti errori difensivi ma anche l’incapacità di concretizzare le occasioni create, rigore compreso. Sabato prossimo contro il Cesena per la formazione di Cosmi c’è solo un risultato

Se non è l’ultima chiamata poco ci manca. E’ inutile nascondere che la partita di sabato prossimo al Del Duca contro il Cesena è per l’Ascoli una sorta di ultimo appello. Serve assolutamente una vittoria (che in casa manca da quasi 4 mesi, 24 ottobre Ascoli – Spezia 3-1) per rimanere attaccati al gruppo di coda e pensare poi di giocarsi le speranze salvezza (o quanto meno quelle di arrivare ai playout) nell’ultima fase del campionato.

Un pareggio probabilmente non metterebbe fine alle speranze dei bianconeri ma la situazione si complicherebbe notevolmente, molto più di quanto già non lo sia. Anche perché poi nel turno infrasettimanale la formazione di Cosmi sarà attesa da un’altra trasferta quasi impossibile, a Palermo contro i rosanero (che non stanno certo passando un gran momento ma che, a maggior ragione, vorranno riprendere la marcia). Purtroppo si è avverato quello che si temeva, dopo la vittoria a Novara le due sfide contro le prime della classe non hanno portato neppure un punto in dote. E’ inutile guardare indietro ma è chiaro che pesano tantissimo le due sconfitte con il Cittadella in casa e a Vercelli. Per assurdo anche a Frosinone, così come contro l’Empoli, non si può neppure parlare di prestazione del tutto negativa.

Basterebbe pensare, ad esempio, che i toscani nelle ultime 4 partite hanno rifilato 4 gol a Bari (in trasferta), Palermo e Parma (in casa), cioè a tre formazioni in lotta per la promozione. Solo al Del Duca hanno faticato, riuscendo a portare a casa un soffertissimo 1-2 (con l’occasione finale di Ganz che ancora grida vendetta…), in una partita nella quale l’Empoli ha costruito nulla o quasi in avanti ma ha trovato le due reti grazie a due gentili concessioni dell’Ascoli. Possiamo discutere a lungo su come viene schierata la squadra, sugli uomini che manda in campo Cosmi, sulla tattica adottata dall’allenatore bianconero.

Ma quando si regalano 2 gol come quelli concessi all’Empoli prima e al Frosinone (e potremmo aggiungere i due gol del Cittadella e il vantaggio del Pro Vercelli) poi c’è poco da dire. Non si può neppure parlare più di fragilità difensiva, dopo un periodo in cui le cose sembravano migliorate sembra essere tornata la “banda del buco”. I due gol contro l’Empoli non sono accettabili neppure in Prima divisione, l’1-0 del Frosinone è imbarazzante ed è frutto di una serie di errori di squadra e singoli.

E’ incredibile come Cisbah possa calciare indisturbato dal limite dell’area, non dopo una veloce ripartenza o un’azione di contropiede ma dopo un calcio d’angolo, con tutta la squadra schierata in difesa. Non è immune da colpe neppure Agazzi, la prima cosa che si insegna ad un portiere è quella di spingere lateralmente nella respinta, mentre il portiere bianconero ha lasciato la palla lì, a disposizione degli attaccanti ciociari. Che in tre si sono avventati sul pallone, senza che nessun difensore bianconero fosse nei paraggi ma neppure senza che tutta la difesa salisse in modo da mettere in fuorigioco gli avanti avversari.

Non meno imbarazzante il secondo gol subito. D’accordo, il gesto tecnico di Ciofani è notevole, ma le qualità nel gioco aereo dell’attaccante del Frosinone non si scoprono certo oggi. E la prima cosa che si insegna ad un difensore nel gioco aereo è quella di saltare “attaccato” all’avversario, quando meno per disturbarlo se non si riesce ad anticiparlo. E’ inammissibile a certi livelli lasciare a Ciofani la libertà di saltare indisturbato, è un vero e proprio suicidio. Anche in questo caso, poi, si potrebbe discutere sulla scarsa reattività di Agazzi. Sarebbe ingeneroso prendersela con il portiere arrivato a gennaio e gettato nella mischia da Cosmi dopo la brutta prova di Lanni contro l’Empoli.

Certo è che probabilmente a portieri invertiti il risultato sarebbe stato sicuramente diverso. E questo, al di là degli imbarazzanti errori difensivi, dimostra come anche a Frosinone nel complesso i bianconeri sotto il piano del gioco hanno disputato una discreta partita. Vigorito, oltre al rigore parato, ha compiuto due autentici miracoli, uno sulla punizione di Gigliotti e l’altro sul colpo di testa ravvicinato di Kanoutè (buono il suo esordio). Se aggiungiamo le due occasioni clamorosamente fallite sotto porta da Addae nel primo tempo e Monachello nel secondo, siamo a ben 5 nitide palle gol (a cui si possono aggiungere almeno altre 3-4 situazioni pericolose mal gestite). Forse Cosmi un po’ esagera quando sostiene che sul piano del gioco quella di Frosinone è la migliore prestazione della sua squadra da quando c’è lui in panchina.

Certo, però, una simile produzione offensiva in casa della capolista è comunque la dimostrazione che la squadra ha prodotto un buon volume di gioco. E, a nostro avviso, sul piano della qualità potrebbe fare ancora meglio se crescessero Martinho e Clemenza, giocatori dall’indiscutibile tecnica ma ancora troppo poco incisivi. Il brasiliano nel primo tempo si è prodotto più volte in interessanti break offensivi, sbagliando poi puntualmente l’ultimo passaggio o la scelta della giocata. Da un giocatore come lui in quelle circostanze ci si aspetta (e si può pretendere) una giocata importante. Discorso per certi versi analoghi per Clemenza, bravo a farsi trovare con frequenza dai compagni tra le linee ma poi sempre troppo “fumoso” e inconcludente.

Al di là di ogni ulteriore considerazione, il fatto che comunque la squadra complessivamente sul piano del gioco ha disputato una buona partita non può certo consolare. Se si continuano a commettere simili “strafalcioni” difensivi e non si concretizzano tutte quelle occasioni (rigore compreso) è dura sperare di risalire. Di squadre che sono retrocesse (in A e in B) pur giocando un bel calcio ne abbiamo viste sin troppe, serve più attenzione e più cattiveria agonistica.

Il Frosinone, primo in classifica e con in avanti giocatori di qualità per la cadetteria, è sembrato molto più “cattivo” dei bianconeri. E se ad una squadra che deve salvarsi manca la necessaria cattiveria c’è poco da sperare. Infine due ultime considerazioni su Buzzegoli e sui tifosi. Il capitano bianconero ha fallito il rigore che avrebbe riaperto la partita (eravamo a fine primo tempo) e dato un senso completamente diverso alla ripresa. Ora è nel mirino di una parte dei tifosi e della critica, la sua prestazione è giudicata quasi disastrosa per questo. Sinceramente, però, a noi Buzzegoli è piaciuto, ha comunque fatto girare bene la squadra ha provato anche ad inserirsi in avanti e certe critiche ci sembrano davvero esagerate. Anche perché, piaccia o no, resta un giocatore fondamentale nello scacchiere bianconero.

Quanto ai tifosi ribadiamo che chi paga e va allo stadio ha diritto di manifestare ciò che vuole (ovviamente sempre nel rispetto di certe regole). Però sinceramente continuare a contestare la società e la squadra in questa delicata fase della stagione a nostro avviso è assolutamente controproducente e autolesionistico. La situazione è quella che è, bisogna cercare di provare a restare uniti per tentare di non perdere la serie B (che sarebbe deleterio per tutti, presidente in testa).

Per questo sarebbe importante che sabato prossimo, in una sfida quasi decisiva, per tutti i 90 minuti i tifosi si schierassero al fianco della squadra e provassero a trascinare la formazione di Cosmi verso quella vittoria fondamentale per continuare a sperare. In caso contrario l’impresa salvezza diventerebbe ulteriormente complicata…

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