La “sindrome di Tafazzi” colpisce l’Ascoli e i suoi tifosi


Due clamorosi errori, prima di Gigliotti e poi di Lanni, compromettono il risultato nella prova nel complesso accettabile dell’Ascoli contro l’Empoli. Giocata in un Del Duca prima freddo, poi ostile alla società ma anche alla squadra. Così la salvezza è molto più difficile…

E’ davvero incredibile come, in questa dannata e difficile stagione, la situazione muti sempre così rapidamente in casa bianconera. Dopo la partita di Novara si evidenziava che la squadra vista in Piemonte, al di là della fondamentale vittoria, aveva lo spirito giusto per la difficile lotta per la salvezza, si sottolineava quanto importante la ritrovata unità con i tifosi, pronti a sostenere in ogni modo la formazione di Cosmi, con il solito corollario di annunci su come il Del Duca si sarebbe trasformato in una “bolgia” nella partita con l’Empoli.

E’ difficile da credere, è passata appena una settimana ma sembrano trascorsi secoli per quanto è mutata la situazione. Nonostante le promesse e gli annunci, in realtà squadra e tifosi sono si uniti, ma semplicemente in quella sconcertante “sindrome di Tafazzi” che sembra non abbandonare mai quest’anno né gli uni né gli altri. Conseguenza inevitabile è che sette giorni dopo le prospettive sono decisamente peggiorate e fanno tendere al più cupo pessimismo. Non per la classifica, non per i punti di distanza, sostanzialmente neppure per la prestazione fornita dai bianconeri contro quella che è la squadra più in forma del campionato. Il clima inutilmente cupo che si respira intorno all’Ascoli, l’incomprensibile atteggiamento dei tifosi della curva rendono la situazione oltremodo complicata. E certamente le clamorose disattenzioni che di fatto hanno regalato la partita all’Empoli non fanno presagire nulla di buono.

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Sembra che tra la curva e la squadra ci sia una sorta di gara a farsi del male, a complicare ancora di più una situazione che già di per se non è certo semplice. La sindrome di Tafazzi, appunto, il famoso personaggio interpretato da Giacomo Poretti (del trio Aldo, Giovanni e Giacomo) che provava piacere nel darsi delle poderose botte sui genitali. Dopo la vittoria di Novara e gli annunci che ne erano seguiti, chi si è recato sabato scorso al Del Duca si attendeva di trovare uno stadio incandescente, con la curva sud pronta a trascinare la squadra nel tentativo di compiere una piccola impresa (perché l’Empoli attuale è davvero difficile da fermare). Invece sin dall’inizio il clima che si respirava sembrava quello di un’amichevole precampionato, con un’atmosfera inspiegabilmente deprimente.

Le cose sono ovviamente peggiorate dopo il vantaggio ospite, nel momento in cui c’era ancora più bisogno di spingere e sostenere la squadra sono partiti i soliti cori contro la società. A cui questa volta si sono aggiunti quelli contro la squadra stessa. La situazione è addirittura peggiorata nel secondo tempo e neppure nell’assalto finale, dopo l’1-2 di De Santis, la curva ha cercato di spingere la squadra verso quello che sarebbe stato un pareggio preziosissimo. Detto che ognuno allo stadio è libero di esprimere ciò che vuole (naturalmente sempre entro certi limiti), è chiaro che in tal modo l’unico risultato che si raggiunge è quello di peggiorare la situazione, di compromettere ancor più le possibilità di salvezza dell’Ascoli.

Purtroppo è un atteggiamento che non ci stupisce, viste le posizioni espresse nelle ultime settimane da una parte dei tifosi, più preoccupati di occuparsi delle vicende societarie che del resto. Per non parlare, poi, delle sconclusionate critiche per la partenza a gennaio di Perez e Santini, due giocatori sicuramente ammirevoli per impegno ma tecnicamente a dir poco limitati, assolutamente inadeguati per il campionato di serie B (chissà forse era meglio andare a caccia della salvezza con loro due alla guida dell’attacco bianconero invece che Monachello e Ganz…). Emblematiche, a tal proposito, le dichiarazioni a fine partita di Cosmi, uno che non parla mai a sproposito e che non ha certo paura di assumersi la responsabilità delle proprie azioni e delle proprie dichiarazioni.

Forse allo stadio oggi solo io ho capito che bisognava soffrire – ha affermato l’allenatore bianconero – i primi a sapere che questo clima che si respira non ci aiuta sono i tifosi. Sta a noi coi punti e le vittorie a far sì che la gente si scaldi e partecipi. Non mi metto a discutere davanti alle contestazioni anche perché per il carattere che ho io mi esalterei ancora di più. Abbiamo comunque perso contro una signora squadra, ma sarebbe bello giocare con un clima diverso in casa. Chiedo: è un ambiente da cui si può tirare fuori il massimo? Oggi qualcuno è venuto allo stadio pensando che l’Ascoli avrebbe fatto quattro gol all’Empoli; il problema è che non c’è la consapevolezza che per vincere una partita dobbiamo soffrire. Ora bisogna tenere botta perché siamo attesi da sfide difficili, bisogna stare uniti, cosa che non vedo”.

C’è poco da aggiungere, in serie B neppure contro l’ultima in classifica ci si può presentare allo stadio pensando di fare una passeggiata. Figuriamoci contro una squadra che nelle ultime due giornate aveva rifilato 8 gol a Bari e Palermo… Come se non bastasse, all’autolesionismo dei tifosi si è aggiunto quello della squadra che, nel complesso di una prova comunque non da buttare, ha commesso due errori clamorosi che hanno compromesso tutto. Anche in questo caso, sulle ali dell’entusiasmo della partita di Novara ci si attendeva in campo una squadra decisa, determinata e caricatissima.

E in effetti l’avvio di gara lasciava ben sperare, l’Empoli non trovava spazio e faceva fatica ad avvicinarsi all’area, mentre i bianconeri avevano provato un paio di incursioni. Poi, al primo affondo degli ospiti, è arrivato l’imbarazzante errore di Gigliotti che ha regalato il vantaggio a Krunic e ha complicato terribilmente la partita dei bianconeri. Con una squadra così brava nel palleggio e con giocatori così tecnici, non era per nulla facile cercare di pressare. Forti del vantaggio, i toscani hanno avuto gioco facile nel chiudersi nella propria metà campo, cercando di congelare il gioco e, magari, provare qualche ripartenza pericolosa. L’Ascoli ci ha provato, è riuscito a non far ripartire praticamente mai l’Empoli ma ha faticato a rendersi realmente pericolosa.

I bianconeri possono anche legittimamente recriminare per la clamorosa mancata espulsione di Bennacer (già ammonito è entrato malissimo su Gigliotti, intervento che da regolamento era almeno da sanzionare con il giallo..) che, ad un quarto d’ora dal termine del primo tempo, avrebbe sicuramente cambiato l’andamento della partita. Tutto come previsto, purtroppo, non è colpa dell’arbitro Pezzuto (lo conosciamo bene…) ma di chi ancora manda in giro ad arbitrare un fischietto così palesemente incapace. Nella ripresa, poi, pur senza creare clamorose occasioni i bianconeri sembravano un po’ più pericolosi e si aveva la sensazione che c’era la possibilità di agguantare il pareggio. Poi, in una delle rare volte che l’Empoli ha superato la metà campo, è arrivato il secondo clamoroso errore, quello di Lanni, purtroppo non il primo in questa difficile stagione. Nonostante tutto la squadra non ha “mollato”, ha anche trovato il gol della speranza e nel finale con Ganz ha avuto addirittura la palla del pareggio.

Difficile, quindi, nel complesso dare torto a Cosmi, quella dei bianconeri contro l’Empoli non è certo stata una prestazione negativa. Il problema è che non si possono fare due errori così clamorosi, contro nessuna squadra, tanto meno con la formazione più in forma (e ora capolista) del campionato. Considerando che contro l’Empoli si poteva anche pensare ad una sconfitta e che la classifica non è poi peggiorata di molto, si potrebbe anche non drammatizzare. A preoccupare, però, oltre all’aspetto ambientale, ci sono un paio di questioni tecniche e il calendario delle prossime settimane.

La prima riguarda il portiere, Lanni continua ad alternare prestazioni buone ad errori grossolani. Ora che è arrivato anche Agazzi si pone per Cosmi il dilemma se continuare a dargli fiducia o puntare su un portiere comunque affidabile. Poi ci sono gli errori, nelle ultime partite ricorrenti, del reparto difensivo dove Gigliotti e Mogos sembrano in un periodo difficile. Per quanto riguarda il primo la soluzione potrebbe venire dal recupero di uno tra Mengoni e Cherubin, più complicato dare fiato a Mogos. Il guaio è che ora il calendario è davvero terribile, domenica (nel posticipo) i bianconeri faranno visita all’altra capolista (in attesa della partita di questa sera del Palermo), il Frosinone. Il sabato successivo al Del Duca arriva il Cesena e nel successivo turno infrasettimanale  c’è la trasferta a Palermo.

Scontato che con i romagnoli saranno obbligatori (ma non certo facili) i tre punti, bisognerebbe provare a strappare qualcosa nelle due trasferte difficilissime. Fondamentale sarebbe trovarsi dopo la trasferta in Sicilia in una posizione di classifica non peggiore di quella attuale, per poter lanciare lo sprint finale con un calendario meno complicato. Possibilmente con l’appoggio dei tifosi.

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