Travaglia ad un punto dall’impresa, Ferrer la spunta al tie break


Ad Anversa il tennista ascolano vince il primo set e sfiora la clamorosa rimonta nel secondo, risalendo da 1-5 a 4-5. Nel terzo e decisivo parziale Travagli arriva anche al match point ma Ferrer l’annulla con una stop volley e poi chiude la partita al decisivo tie break

E’ mancato un punto a Stefano Travaglia per completare l’impresa. Finisce con un pizzico di rammarico l’avventura del tennista ascolano all’Eudopean Open di Anversa. Opposto nel primo turno del tabellone principale all’ex numero 3 al mondo e attuale n. 31 (testa di serie n. 5 del torneo), Travaglia ha finito per cedere dopo quasi 2 ore e mezza di gioco con il punteggio di 4-6, 6-4, 7-6 (3).

Un peccato perché il tennista ascolano sul 5-4 del terzo set, con Ferrer al servizio, ha avuto un match point. Va detto che nell’occasione è stato bravo lo spagnolo che ha messo una prima di servizio molto solida, seguita da un diritto d’attacco e conclusione a rete con una stop volley. Più che per il match point così ben annullato da Ferrer, il tennista ascolano può recriminare per l’ottavo game del terzo set. Quando, avanti 4-3, sul servizio di Ferrer si è trovato 0-30. Un break l’avrebbe mandato a servire per il match e invece ha commesso due errori banali riportando in parità lo spagnolo che poi ha chiuso con autorità il game.

Partita dall’andamento davvero strano, con i primi due set caratterizzati da diversi break ed un terzo dove il match point di Travaglia unica palla break concessa dai due nel corso del parziale. Dopo un avvio equilibrato e all’insegna dei servizi, nel sesto game il tennista ascolano strappa la battuta allo spagnolo che, però, ottiene alla prima opportunità il controbreak, portandosi poi sul 4-4. Il tennista ascolano soffre ma tiene ai vantaggi il turno di servizio successivo e nel decimo game, dopo un errore di Ferrer, sfodera due gran diritti vincenti che lo portano a due set points, per chiudere alla prima occasione con un gran passante di rovescio.

La reazione dell’ex numero 3 al mondo, però, non si lascia attendere. Nel secondo set dall’1-1 lo spagnolo ottiene due break e vola sul 5-1, sfruttando al meglio un momento di calco di Travaglia. Che, però, ha in grande merito di non cedere e di non dare per perso il set. L’ascolano sul 5-2 strappa il servizio all’avversario e poi si porta sul 4-5. Nel decimo game Ferrer apre con un doppio fallo, subisce un diritto di Travaglia ma sullo 0-30 ottiene 4 punti di fila e chiude a fatica il set. Si va al terzo e decisivo nel quale i servizi la fanno da padrone. Sul 2-2 Travaglia rischia qualcosa alla battuta facendosi rimontare da 40-15 a 40-40, per poi chiudere senza concedere palle break. Sul 4-3 l’ascolano con due errori sciupa uno 0-30, poi sul 5-4 arriva il match point, brillantemente annullato da Ferrer.

Nel game successivo lo spagnolo si porta addirittura sul 15-30 ma Travaglia infila tre punti di fila e si porta sul 6-5. La logica conclusione è il tie break nel quale Travaglia parte malissimo perdendo subito il primo punto al servizio. Dopo un set dominato dai servizi, nel tie break si susseguono i mini break. Si arriva sul 3-3, poi al cambio di campo Ferrer si ricorda di essere stato tra i migliori tennisti al mondo e chiude il tie break con autorità, conquistando 4 punti di fila. Al tennista ascolano resta un pizzico di rammarico e l’ennesima conferma di avere le potenzialità per poter stare stabilmente nel tennis che conta.

Il passo da compiere ora, per trasformare le potenzialità in realtà, è cercare di trovare quella continuità di rendimento e di risultati che continua a mancare a Travaglia. Soprattutto nei tornei challenger dove trova avversari di pari classifica e nei quali dovrebbe cercare di andare più avanti possibili per conquistare punti utili per la classifica Atp.

Perché nei tornei maggiori, con l’attuale ranking, è praticamente sempre costretto a fare le qualificazioni (con tutti i rischi che ciò comporta), trovando poi al primo turno, quando riesce a qualificarsi, sempre avversari di alto livello contro i quali può non bastare giocare bene per vincere.

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