Terremoto un anno dopo: la Regione dà i numeri


Più ombre che luci nel resoconto della Regione a 12 mesi dall’inizio dell’emergenza sismica. Tanti numeri e dati ma pochi approfondimenti sulle cause e sulle ragioni che hanno determinato errori e ritardi. Nel dettaglio i dati su macerie, Sae e investimenti

Quando si parla di un terremoto che ha provocato vittime, distruzione e che ha lasciato migliaia di persone senza più una casa, i numeri sono sicuramente importanti ma non sono certo tutto. Una premessa doverosa prima parlare della conferenza stampa che si è svolta nella sede della Regione per fare il punto della situazione ad un anno dall’inizio dell’emergenza sismica durante la quale, appunto, sono stati snocciolati dati e numeri in grande quantità.

Che forniscono un quadro molto interessante ma assolutamente parziale della situazione. Prima di evidenziare i dati a nostro avviso più interessanti (in fondo alla pagina troverete le slides con tutti i numeri forniti nel corso dell’incontro) un paio di considerazioni generali. La prima, che magari potrà sembrare poco rilevante, riguarda la sede scelta per la conferenza stampa. Come tutti sanno il terremoto ha colpito in maniera pesante due province, quella di Ascoli e di Macerata, e in maniera meno accentuata quella di Fermo. Invece di farla nella sede regionale di Ancona, a nostro avviso la conferenza stampa per fare il punto dopo anno era più opportuno farla in uno dei territori maggiormente colpiti dal sisma.

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Anzi, sarebbe stato meglio fare due conferenze stampa nelle sedi dei due uffici ricostruzione, quella di Ascoli e quella di Macerata. Sembra una stupidaggine ma poteva essere un segnale di rispetto da parte dell’amministrazione regionale, invece di stare belli tranquilli in sede ci si poteva recare nei territori direttamente interessati a raccontare cosa è stato fatto, cosa ha funzionato, cosa invece non è andato nel verso giusto, confrontandosi con chi da 12 mesi vive da vicino questa interminabile emergenza, non sottraendosi alle domande di quei giornalisti che dall’agosto scorso sono sul territorio e conoscono bene la situazione di quei luoghi, delle persone che ci abitavano e che ora stanno vivendo come sospesi, nella speranza (ma forse sarebbe più giusto dire nell’illusione) di poter prima o poi riprendere la propria vita normale, così com’era prima di quel dannato 24 agosto.

Sarebbe stato un bel segnale e una scelta coraggiosa, invece si è preferito optare per una scelta più tranquilla, di comodo. Lecito per carità, ma si è trattato a nostro avviso di un’occasione persa. Allo stesso modo avremmo dato un po’ meno spazio a numeri e cifre, assolutamente fondamentali, per parlare maggiormente delle difficoltà incontrate, delle ragioni per cui certe cose non hanno funzionato al meglio, per spiegare la ratio che ha accompagnato ogni tipo di intervento. Insomma avremmo preferito un resoconto un po’ meno tecnico ma più concentrato sul lato umanitario.

Andando a dare uno sguardo ai numeri e ai dati forniti nel corso della conferenza stampa emerge innanzitutto come ci vorrà ancora del tempo per il superamento completo della fase di emergenza. Infatti secondo il crono programma della Regione l’operazione di consegna delle Sae verrà completa entro fine 2017-inizio 2018 (slide 3), mentre per la totale rimozione delle macerie bisognerà attendere dicembre 2018 (slide 4 e 5). E proprio la rimozione delle macerie è sicuramente tra le questioni più controverse.

Sono state rimosse 125 mila tonnellate di macerie (su 1 milione e 100 mila complessive) – ha affermato il presidente Ceriscioli – l’80% di quelle pubbliche. Solo per fare un paragone con il terremoto dell’Aquila in quell’occasione dopo un anno ne erano state rimosse 50 mila tonnellate”. Una puntualizzazione comprensibile e per certi versi necessaria quella del presidente della Regione ma che inevitabilmente si presta ad alcune considerazioni. Giusta e necessaria perché in questi mesi difficili come spesso avviene qualcuno ha cercato di raccontare tutta un’altra storia sul post terremoto a L’Aquila, inventandosi una presunta efficienza che chi conosce un po’ la vicenda abruzzese sa quanto sia lontana dalla realtà.

Per quanto riguarda le macerie, ad esempio, un anno dopo il violento terremoto del 6 aprile 2009 la situazione era talmente disastrosa che si decise di far intervenire l’esercito. E, nonostante l’intervento delle forze armate, l’operazione è andata avanti molto a rilento, come dimostrano un’inchiesta pubblicata dall’Espresso a fine 2010 e questa foto scattata a L’Aquila nell’aprile 2011 (cioè due anni dopo). Altro che efficienza e immediata rimozione, un vero e proprio fallimento che solo la fervida fantasia di qualcuno ha ora potuto trasformare in altro.

Ma proprio perché, propaganda a parte, la gestione del post terremoto a L’Aquila è stata un vero e proprio fallimento non è molto edificante per la Regione fare ora il paragone con quella esperienza. Anche per quanto riguarda la macerie si poteva fare di più e di meglio, senza contare che ci sono alcune situazioni ancora molto complesse (ammesse anche dalla Regione) come quella di Arquata del Tronto.

Sempre per quanto riguarda le macerie ci ha colpito il fatto che, secondo quanto riportato da Ceriscioli, al momento solo 6 Comuni su 53 hanno consegnato il crono programma della rimozione. Segno evidente che i ritardi in alcune circostanze sono accentuati anche dalle difficoltà e dalle inefficienze delle amministrazioni locali. Discorso per certi versi simile per quanto riguarda le Sae. E’ evidente ed è chiaro che anche in questo caso ci sono stati ritardi, l’improbabile e inopportuna promessa di restituire una casetta a tutti gli sfollati entro 6 mesi (per la verità fatta dal governo centrale) si è scontrata con una realtà ben differente.

Che ci dice che, per quanto riguarda le Marche, su 1857 Sae richieste dopo un anno ne sono state consegnate appena un terzo (612), con altre 85 in consegna. Secondo il crono programma della Regione l’operazione dovrebbe completarsi tra fine 2017 e inizio 2018. Per quanto riguarda il nostro territorio ad Acquasanta (6 Sae località Arli) e Amandola ( 2 località San Cristoforo) la consegna è prevista entro ottobre, così come a Force (7 Sae località Fontevecchia) e Montegallo per quanto riguarda Balzo (mentre per Uscerno bisognerà attendere novembre). Per quanto riguarda Arquata a settembre dovrebbero essere consegnate le Sae a Borgo, Pretare e Faete 1 e 2, mentre per Borgo 2 e Spelonga-Colle bisognerà attendere ottobre.

Capitolo investimenti (Slide 8-9-10), Ceriscioli ha sottolineato come fino ad ora siano stati stanziati fondi per oltre un miliardo di euro, la fetta più consistente per i piani di ricostruzione delle scuole e delle strutture sanitarie (333 milioni di euro) e per il ripristino delle strade (286 milioni di euro). “Ad oggi abbiamo tutti gli strumenti per la ricostruzione – ha sottolineato il presidente – risorse economiche e norme operative ed è un fatto eccezionale in tempi così stretti avere le risorse necessarie. Un fatto non scontato alla luce di passate crisi sismiche. Quindi è una bugia strumentale continuare a dire che non ci sono risorse e non lo può dire soprattutto chi le ha già prontamente e lautamente ricevute in termini di milioni di euro per ricostruire strutture”.

Per concludere è giusto ricordare come, solo per quanto riguarda il territorio marchigiano, l’emergenza terremoto ha coinvolto e coinvolge complessivamente 177 comuni, di cui 87 dentro il cratere e 97 fuori dal cratere ma con danni, per una superficie di quasi 4 mila kmq. E complessivamente ha provocato ben 31.979 sfollati, di cui 3.409 sistemati negli alberghi e 28.570 con i Cas. E’ chiaro che, vista anche la particolare conformazione del territorio, ci si è trovati di fronte ad una situazione molto complessa, per certi versi unica e differente rispetto ad altre emergenze sismiche (non solo per il vasto territorio interessato).

Comprensibili, quindi, le difficoltà che, però, non possono cancellare e giustificare in pieno tutti i ritardi e gli errori commessi. Ecco, più di numeri e dati, sarebbe stato più interessante parlare di questo, delle ragioni e dei problemi che hanno provocato determinati ritardi, nel corso della conferenza stampa.

SLIDE 1 (Comuni e popolazione coinvolta)

SLIDE 2 (Spese emergenza)

SLIDE 3 (Situazione Sae)

SLIDE 4 (Macerie)

SLIDE 5 (Macerie)

SLIDE 6 (Ricostruzione privata)

SLIDE 7 (Allevatori)

SLIDE 8 (Investimenti)

SLIDE 9 (Piano scuole)

SLIDE 10 (Piano opere pubbliche)

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