Cresce la disoccupazione nelle Marche, in 73 mila in cerca di lavoro


Secondo la Regione dal Rapporto 2017 dell’Osservatorio del Lavoro arrivano “segnali di miglioramento in un difficile scenario aggravato dal sisma”. Ma i dati sull’occupazione sono negativi, con la crescita del tasso di disoccupazione e la flessione del numero di occupati

Segnali di miglioramento pur in un difficile scenario aggravato dal sisma”. Così la Regione commenta, in un comunicato stampa, i dati relativi al Rapporto 2017 dell’Osservatorio regionale del Lavoro. Detto che nessuno sano di mente potrebbe sottovalutare i pesanti effetti che l’emergenza sisma sta producendo anche in termini di occupazione nelle province marchigiane colpite (Ascoli e Macerata, in parte anche Fermo), parlare di segnali di miglioramento, a fronte di una serie di dati negativi è quanto meno eccessivo.

Poi, ovviamente, si può discutere sul fatto che poteva andare peggio, che si poteva pensare anche a dati maggiormente negativi. Ma se l’occupazione regionale registra una flessione, se il tasso di disoccupazione cresce, se si è verificato un vero e proprio boom di cassa integrazione straordinaria c’è davvero poco di cui essere soddisfatti. Questo, naturalmente, non significa che non ci siano alcune indicazioni incoraggianti. Ma quello dell’occupazione è un problema che inevitabilmente pone in secondo piano tutto il resto.

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Ma allora vediamoli i dati relativi al lavoro. Secondo l’Istat l’occupazione regionale ha subito nel corso del 2016 una flessione dello 0,8%, con il tasso di occupazione che scende al 62%. Cresce, conseguentemente, il tasso di disoccupazione che arriva al 10,6%, con aumento consistente del 6,5% delle persone in cerca di occupazione (che ora superano le 73 mila unità).  Per quanto riguarda la cassa integrazione le ore totali autorizzate nel 2016 sono quasi 32 milioni, un dato complessivamente inferiore a quello del 2015.

Va però detto che il calo è dovuto esclusivamente al crollo della Cassa integrazione in deroga (-58,5%). Di contro cresce sensibilmente la cassa integrazione straordinaria (+51%). Decisa flessione, invece, per quanto riguarda il ricorso alla mobilità, con appena 2.190 lavoratori in mobilità rispetto ai 7.183 dell’anno precedente. Prosegue, invece, il lento recupero per quanto riguardo le posizioni lavorative di lavoro dipendente, con il saldo assunzioni-cessazioni che fa registrare + 7 mila nel 2016 che si somma al + 12 mila del 2015. In sostanza negli ultimi due anni è stata recuperata la metà della perdita di circa 30 mila posizioni lavorative che si è verificata tra il 2010 e il 2014.

Secondo le stime di Prometeia dati positivi per le Marche arrivano dal Pil e dal valore aggiunto che crescono dello 0,6%. Un aumento importante che, però, è al di sotto della media nazionale. Torna a crescere anche la spesa per consumi delle famiglie, mentre il vero e proprio boom si registra nell’export che aumenta del 5,6% (rispetto all’1,2% nazionale). “I numeri indicano che abbiamo la possibilità di tornare a crescere anche in breve tempo – afferma l’assessore regionale Loretta Bravi – su questo fronte è impegnata l’amministrazione regionale sia in termini di politiche attive che passive. Vorrei che questo fosse il punto da cui partire per un cambio di mentalità e per individuare le giuste strategiche politiche. Dobbiamo guardare alla formazione, alle competenze, ai giovani, al ricambio generazionale e soprattutto al fatto che siamo la Regione più artigiana d’Italia: è una peculiarità che non dobbiamo trasformare in un boomerang ma in una opportunità di crescita

Nel 2016 abbiamo investito ben 38 milioni di euro dei Fondi strutturali FSE in misure e bandi volti al sostegno dell’occupazione e della formazione di personale qualificato in base alle esigenze emerse dai territori. Proseguiremo su questa strada integrando anche i diversi fondi strutturali (FESR; FEASR) per razionalizzare le risorse e finalizzarle alla ripresa del sistema economico marchigiano”.

L’assessore Bravi, poi, elenca gli interventi più importanti messi in campo in questo settore dalla Regione, a partire dal progetto “Garanzia Giovani”, per 7,2 milioni di euro, che ha attivato 800 tirocini. Poi una linea di intervento a sostegno della creazione di impresa (6,5 milioni di euro) per cui sono già state presentate 250 domande, l’erogazione di borse lavoro a disoccupati over 30 (4,2 milioni) e una per il finanziamento dei dottorati industriali (1,5 milioni).

E’ stato inoltre emanato l’avviso non competitivo finalizzato al finanziamento di progetti di potenziamento degli Ambiti Territoriali Sociali (9,8 milioni) e sono stati pubblicati i bandi per il finanziamento di diverse tipologie di progetti formativi (IFTS, ITS, IeFP), nonché una nuova edizione del progetto regionale English for You, destinato a favorire l’apprendimento della lingua inglese da parte degli studenti dell’ultimo anno delle scuole secondarie superiori.

Interventi sicuramente importanti ma che  evidentemente non sono stati sufficienti per dare vigore all’occupazione nella nostra regione. Che potrebbe vivere mesi difficile in questa fine 2017, visto che gli effetti del terremoto continueranno a farsi sentire, in particolare in zone della regione (come il Piceno ma in parte anche il Maceratese) che già prima del sisma vivevano una situazione difficile.

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