Appello alla Regione: no alla pista ciclabile con i fondi per la prevenzione sismica


In attesa di conoscere la versione definitiva della proposta di modifica del Piano operativo regionale il “Comitato Arquata per Arquata” invita a mantenere alta la guardia e chiede che non vengano tagliati i fondi per la messa in sicurezza degli edifici strategici

Dalle popolazioni terremotate si alza forte il no all’utilizzo dei fondi in origine destinati alla prevenzione antisismica per la realizzazione di una pista ciclabile. Si avvicina il giorno della scelta, della presentazione della bozza ufficiale del Piano operativo regionale (Por) e l’attenzione inevitabilmente si alza. Al centro dell’attenzione è l’ipotesi che la Regione possa spostare ben 10 milioni di euro dal capitolo per la messa in sicurezza sismica a quello per la promozione turistica (intervento che, secondo quanto riportato dalla Regione stessa, “intende promuovere lo sviluppo della mobilità ciclo pedonale”).

In altre parole ancora una volta in ballo c’è l’ormai notissima pista ciclabile che dovrebbe collegare Sarnano con Civitanova che già la Regione, con il voto favorevole dell’assemblea dei sindaci della provincia di Macerata, aveva provato a far rientrare tra le opere finanziabili con gli sms solidali. E’ difficile comprendere le ragioni per cui, in un momento come quello che sta vivendo il nostro territorio, con le emergenze e le urgenze gravi ed incombenti del post terremoto, ci si intestardisca su un’opera assolutamente non prioritaria e ancor meno indispensabile, al punto di pensare di togliere dei fondi alla messa in sicurezza sismica (che, vista la situazione, dovrebbe essere in assoluto la priorità).

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Come abbiamo già scritto alcuni giorni fa (vedi articolo “La maledizione della pista ciclabile”) tutto è nato da una segnalazione di sindacati e parti sociali a cui, il 15 luglio scorso, la Regione ha inviato la bozza del Por propedeutico all’arrivo di nuovi fondi sociali. Il problema è che la Regione avrebbe mandato due diverse versioni della proposta di modifica del Por e nella seconda 10 milioni sono stati spostati dall’azione 5.3.2 “interventi di messa in sicurezza sismica degli edifici strategici e rilevanti pubblici ubicati nelle aree maggiormente a rischio” all’azione 6.8.3. “riposizionamento competitivo delle destinazioni turistiche”  (che, poi, si spie­ga che “in­ten­de pro­muo­ve­re lo svi­lup­po del­la mo­bi­li­tà ci­clo pe­do­na­le”).

Da allora però, dopo le immediate e inevitabili proteste da parte di comitati e associazioni sorti nell’area del cratere, sulla vicenda è calato il silenzio e non si è saputo ufficialmente più nulla, nonostante anche la presentazione di un’interrogazione parlamentare da parte della deputata marchigiana Beatrice Brignone.  Da parte sua la Regione continua a tacere e, visto l’approssimarsi del momento della decisione, il comitato “Con Arquata per Arquata” invita tutti  mantenere alta la guardia

Vi chiamiamo a sostenere un’altra azione di protesta e informazione, perché la Regione Marche non lascia ma raddoppia – si legge nell’aggiornamento della petizione contro l’utilizzo dei fondi degli sms solidali per la pista ciclabile –  dopo aver rinunciato a usare i soldi degli sms, grazie anche al vostro dissenso espresso, ora intende attingere ai fondi europei in origine destinati alla prevenzione antisismica, spostando 10 milioni sulla mobilità ciclo-pedonale.  Possibile che per costruire una pista ciclabile si debbano per forza usare soldi destinati ai terremotati e ai loro luoghi distrutti? Sarebbe un precedente gravissimo.

Perché non lanciamo subito un’altra petizione? Presto detto: il proposito della Regione Marche non è ufficiale ma ancora ufficioso, un po’ come lo era l’uso improprio dei soldi degli sms. Le nuove bozze del POR- Piano Operativo Regionale della Regione Marche, compilate il 15 luglio, non sono ancora uscite dalle alte stanze ma il Comitato di Sorveglianza (organo interno alla Regione) dovrebbe decidere entro giovedì 27 luglio. Malgrado un’interrogazione parlamentare presentata dalla deputata Beatrice Brignone di Alternativa Libera-Possibile (Gruppo Misto) la Regione Marche non rilascia dichiarazioni.  Cosa possiamo intanto fare? Condividere intanto questa mail e pubblicare su Facebook la foto allegata, perché comunque vada almeno il mondo deve sapere, in attesa di capire se si dovranno attuare altre forme di protesta civica e civile.  Un’amministrazione regionale può decidere se spostare o meno i fondi europei da un asse d’intervento all’altro, ma è anche vero che nessuno dovrebbe nemmeno lontanamente pensare di costruire una pista ciclabile con i soldi della prevenzione antisismica. Ricordiamoci, da qui a per sempre, che almeno il 90% delle vittime del sisma 2016 sono morte di tetti di cemento su fondamenta fragili”.

La speranza è che nei prossimi giorni non ci siano sorprese spiacevoli da parte della Regione e che non sia necessaria una nuova mobilitazione per scongiurare quello che sarebbe una grave mancanza di rispetto nei confronti delle popolazioni terremotate

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