La “maledizione” della pista ciclabile


Ancora polemiche sulla pista ciclabile Sarnano – Civitanova per l’ipotesi dello spostamento, nel piano operativo regionale, di 10 milioni di euro dagli interventi per la messa in sicurezza sismica a quelli per la ciclovia. “Nessuna decisione è stata presa” assicura la Regione ma la parlamentare Brignone presenta un’interrogazione

Quella della pista ciclabile che collega Sarnano e Civitanova rischia davvero di diventare la telenovela dell’estate. Inizialmente la Regione l’aveva inserita tra gli interventi da finanziare (con ben 5,5 ,milioni di euro) con i fondi degli sms solidali (con l’approvazione, è bene ricordarlo, dell’assemblea dei sindaci della provincia di Macerata). Poi la sollevazione popolare che ne era conseguita, con l’intervento di quasi tutti i comitati e le associazioni del cratere e anche l’avvio di una petizione (che in pochissime ore aveva raccolta migliaia di firme) ha spinto la Regione a fare marcia indietro.

Argomento chiuso? Neanche per idea, pochi giorni ancora ed ecco di nuovo la pista ciclabile al centro dell’attenzione e, ovviamente, delle polemiche. Secondo la denuncia inizialmente dei sindacati e delle parti sociali, poi immediatamente ripresa dalle associazioni e dai comitati del cratere, sembra che la Regione ci riprovi, questa volta spostando 10 milioni di euro del Piano operativo regionale (Por) da un capitolo all’altro, da quello per gli interventi di messa in sicurezza sismica a quello per la promozione turistica. Che, secondo quanto riportato dalla Regione stessa è un intervento che “intende promuovere lo sviluppo della mobilità ciclo pedonale”.

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Secondo quanto riferito da sindacati e parti sociali, il 15 luglio scorso la Regione avrebbe inviato, nel giro di poche ore, due diverse versioni della proposta di modifica del Por propedeutico all’arrivo di nuovi fondi sociali. I due documenti sono praticamente identici, se non per una differenza non di poco conto. Nel primo documento per l’azione 5.3.2. “interventi di messa in sicurezza sismica degli edifici strategici e rilevanti pubblici ubicati nelle aree maggiormente a rischio” vengono stanziati 65 milioni di euro mentre per l’azione 6.8.3 “riposizionamento competitivo delle destinazioni turistiche” (che, poi, si spiega che “intende promuovere lo sviluppo della mobilità ciclo pedonale”) vengono stanziati 11,9 milioni di euro.

Nel secondo documento, invece, lo stanziamento per l’azione 5.3.2 scende a 55 milioni di euro, cioè 10 milioni di euro che, magicamente, confluiscono nell’azione 6.8.3. che passa a 21,9 milioni di euro. Inevitabile la preoccupazione per quella che appare un’ipotesi inaccettabile, perché nessuno ha qualcosa in contrario rispetto alle piste ciclabile e ad un’opera che sicuramente importante.

Ma è altrettanto chiaro ed evidente che non è possibile che si tenti di finanziarla utilizzando fondi che sono destinati ad altro, al terremoto, cercando prima di sfruttare i milioni ottenuti con gli sms solidali (che sono stati donati dagli italiani per aiutare le popolazioni direttamente colpite dal terremoto), ora togliendo fondi alla messa in sicurezza sismica degli edifici strategici. Che, lo capisce anche un bambino, per quanto possa essere importante una pista ciclabile, deve indiscutibilmente avere la priorità rispetto ad ogni altro intervento.

L’assessore regionale Sciapichetti prova a stemperare la tensione sostenendo che “non c’è nessuna decisione ufficiale, non abbiamo ancora finanziato nulla con la ciclovia né abbiamo definito gli interventi”. Allora, però, non si capisce la ragione per cui nella stessa giornata sono stati inviati alle parti sociali due versioni differenti del Por, è evidente che quanto meno la Regione stia ragionando su questa possibilità altrimenti non avrebbe alcun senso che nella seconda versione da una parte ci sono 10 milioni di euro e dall’altra 10 in più. Probabilmente è solo un’ipotesi che si sta vagliando in attesa di prendere una decisione definitiva (il 27 luglio).

Ma se così fosse è più che opportuna la mobilitazione che si è subito avuta perché in tal modo è chiaro che quell’eventuale ipotesi non è in alcun modo gradita. Intanto, però, la parlamentare marchigiana Beatrice Brignone in merito alla vicenda ha presentato un’interrogazione al presidente del Consiglio. “Dopo aver appreso che la Regione Marche insiste nella realizzazione della pista ciclabile anziché destinare ogni tipo di finanziamento per la ricostruzione post sisma – ha annunciato la parlamentare – ho presentato un’interrogazione al presidente del Consiglio dei Ministri per sapere se il governo sia a conoscenze delle ulteriori decisioni della Regione Marche al fine di comprendere le motivazioni delle scelte operate dal presidente Ceriscioli per l’utilizzo di parte dei fondi europei quali risorse per la riduzione del rischio sismico destinati invece a finanziare il progetto della contestata pista ciclabile”.

La Brignone aveva già presentato un’interrogazione per la vicenda dei fondi sugli sms solidali, sempre riferendosi alla pista ciclabile, poi di fatto divenuta inutile alla luce della retromarcia della Regione. Scontato affermare che si spera che accada la stessa cosa anche in questa circostanza.

 

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