Totò, Peppino e la guerra contro vaccini, immigrati, gender e gay


Da Milano a Pesaro, si moltiplicano le apparizioni pubbliche della nuova singolare coppia Fusaro-Povia, divenuta in breve tempo il vero faro del popolo dei “complottisti”. Divisa, però, dal Comune di Ascoli che ha chiamato solo il filosofo “tuttologo” per “L’Altra Italia”

Sarà un’estate all’insegna della comicità quella in corso ad Ascoli. Oltre quella trash del duo Pio e Amedeo in programma il 12 agosto a piazza del Popolo, gli ascolani avranno l’opportunità di “sbellicarsi” dalle risate venerdì 21 luglio a piazza Ventidio Basso con quella più raffinata e a tratti surreale di Diego Fusaro, con frequenti richiami alla mitica “supercazzola” , ovviamente riveduta e corretta in chiave post moderna, di uno dei resi indimenticabili da Ugo Tognazzi, il conte Mascetti della saga di “Amici miei”.

E’ un vero peccato, però, che l’amministrazione comunale abbia deciso di portare solo Fusaro separandolo da quello che da un po’ di tempo è diventato il suo abituale compagno di “zingarate” (per restare in tema “Amici miei”), Giuseppe Povia. Con il quale il filosofo costituisce un duo comico irrefrenabile, destinato ad entrare di diritto nella storia delle coppie comiche italiane al pari di Totò e Peppino, Gianni e Pinotto, Ric e Gian, Cochi e Renato, ecc.

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Fusaro e Povia erano insieme sabato 8 luglio sul palco di Pesaro, nella manifestazione contro  il decreto vaccini in approvazione in questi giorni al Parlamento, pronti a sobillare la folla con una serie di amenità stratosferiche, dall’interesse multinazionale, al grande piano ordito dal “capitale mondialista”, fino alla dittatura dell’industria del farmaco. “Quella sui vaccini è una questione esclusivamente politica” (e noi poveri fessi che invece eravamo stupidamente convinti che fosse una questione esclusivamente medico-scientifica…) ha urlato dal palco Fusaro.

Non possiamo lasciare la vicenda vaccini in mano a medici ed esperti” (molto meglio affidarsi ad un filosofo e un cantante…) ha rilanciato subito dopo Povia, confermando quanto affiatata, quanto in sintonia sia questa nuova  e apparentemente impensabile nuova coppia. Quella di Pesaro non è stata certo la prima vola che i due si sono esibiti insieme, pochi giorni prima il loro show era andato in scena a Milano, in un incontro organizzato dalla Regione Lombardia per parlare del futuro dei giovani nel lavoro (ma in platea i giovani erano praticamente assenti e i due hanno finito per parlare d’altro).

Ironia a parte, quella che a prima vista sembrerebbe la più improbabile delle coppie in poco tempo è diventata il punto di riferimento del popolo dei complotti. Emblematico, a tal proposito, il racconto che fa dell’appuntamento di Milano una delle più note blogger e giornalista Flavia Guidi.

Il filo comune che lega i presenti è palese – scrive – il complottismo. Mi permetto di usare questo termine esclusivamente perché sono sicura di non offendere o turbare nessuno dei presenti: il complottismo viene brandito con orgoglio durante tutta la serata. L’assenza dei giovani si è rivelato un problema solo parziale perché, per quanto possa sembrare strano viste le premesse dell’evento, nessuno degli ospiti sembra avere alcuna intenzione di parlare ai giovani dei giovani. E la cosa incredibile è che nessuno sembra esserci rimasto male. E proprio nessuno ha fatto alcun riferimento al tema della serata, concentrandosi piuttosto su complottismo, massoneria, poteri forti, nazionalismo”.

Da una parte il filosofo “tuttologo” (ha un’opinione su tutto, proprio come il personaggio reso celebre dalla Gialappa’s Band), quello che ama definirsi “allievo indipendente di Hegel, Marx, Gentile e Gramsci”. Dall’altra il cantautore che per anni (per sua stessa ammissione) ha vissuto di eccessi, strimpellando canzoncine in quel gran carrozzone nazionalpopolare che è il Festival di Sanremo. Il primo con il suo parlare sin troppo forbito, spesso in bilico tra “supercazzole” e linguaggio eccessivamente aulico (l’importante è far capire poco o nulla a chi ascolta, facendo credere di esprimere chissà quali concetti elevati, senza invece dire praticamente nulla).

L’altro con il modo di esprimersi da “simpatico bulletto”, che senza troppi giri di parole, sciorina brutalmente le sue teorie, parlando alla platea che lo ascolta come se stesse parlando con gli amici al bar. Così apparentemente diversi, in realtà hanno scoperto di avere tantissimo in comune e negli ultimi tempi sono diventati una coppia che, ironia a parte, in un attimo è diventata il nuovo faro dei fanatici del complottismo e del popolo dei no vax (che, se non sono la stessa cosa, sono comunque simili).

Un popolo che non ha bisogno di prove, di fatti, di atti concreti per lasciarsi convincere. Al quale bisogna parlare mirando alla “pancia”, non certo alla ragione, puntando a procurare sdegno, a smuovere sentimenti e pulsioni presenti (l’avversione nei confronti dei diversi, il razzismo latente, la sempre minore fiducia in tutto ciò che è identificato come istituzione, quel sentimento crescente, legato a questo aspetto, che ci sia chissà chi che, nell’oscurità, manovra ogni decisione) ma difficili da compensare.

L’obiettivo è procurare allarme, far credere che siano addirittura a rischio certi capisaldi del nostro mondo, come la famiglia e la sovranità nazionale, e che ciò non sia determinato dall’evolversi e dal mutare della società ma da un piano oscuro ordito da quello che una volta era chiamato il “grande vecchio” e ora si suole definire come “i poteri forti”. Il complottismo, appunto, che come tale non ha bisogno di prove e atti che lo certificano e che lo confermano (altrimenti che complotto sarebbe…) ma che si basa esclusivamente sulla cieca e incondizionata fiducia, sulla capacità di suggestionare a tal punto da spingere a credere che certe improbabili teorie possano avere invece un fondamento di verità.

Naturalmente bisogna poi essere bravi a scegliere gli argomenti sensibili, quelli in grado di “smuovere” determinati sentimenti. E in questo la nuova coppia è stata insuperabile, sfruttando al meglio l’attualità che gli ha fornito su un vassoio le grandi questioni su cui imbastire le “favolette” delle trame oscure. La lobby gay, che mira a stravolgere la nostra società, il fine neanche troppo oscuro che si cela dietro la teoria gender, il grande e inquietante obiettivo segreto che è all’origine dell’immigrazione di massa, ora il complotto di Big Pharma sui vaccini.

Ciò che a prima vista può sembrare strano è che non è, come si penserebbe, il filosofo ma il cantante a dettare i temi in agenda. Già nel 2009, ad esempio, Povia vaneggiava sull’esistenza di una potente lobby gay e se andate a ritroso vi accorgerete che gli argomenti che portava a supporto della sua tesi sono gli stessi che ora, 8 anni dopo, utilizza (ovviamente con il suo modo di esprimersi) Fusaro.

Il nuovo modello di società che ci vuole imporre la teoria del gender è contro natura,  umilia il concetto di procreazione per esaltare quello della sessualità libera e autodeterminata, mira a distruggere la nostra società basata sulla famiglia tradizionale per sostituirla con qualcosa di indefinito” scriveva sul web a fine 2014 Povia. Identica posizione, stesse formulazioni troviamo qualche settimanafa in un intervento di Diego Fusaro sull’argomento.

L’ideologia gender disgiunge la sessualità dalla funzione procreativa e contrabbanda il nuovo mito transgenderista e post familiare come paradigma glamour per le masse precarizzate e indotte all’abbondono del modello familiare borghese e proletario mediante riti di normalizzazione posta moderna”. E’ difficile credere che uno studioso come Fusaro non sappia perfettamente che la teoria gender non esiste (esistono invece gli studi di genere che è tutt’altra cosa).

Così come è difficile pensare che uno come lui non sappia come il famoso piano Kalergi, che secondo la letteratura complottista teorizzerebbe l’esistenza di un “genocidio programmato dei popoli europei”, che sfrutta l’immigrazione di massa per “distruggere completamente il volto del Vecchio continente”, in realtà era ben lungi dal teorizzare quel progetto multietnico “senza qualità e ben facilmente domabile dall’elite di potere” che oggi vogliono far credere i complottisti ma, in realtà, rappresentava il sogno di una differente umanità da opporre al suprematismo nazista dell’epoca.

Al di là dell’evidente “bufala” e dell’altrettanto evidente improponibilità di una simile strampalata teoria (che se fosse credibile arriverebbe a compimento in appena 3-4 mila anni…), anche in questo caso Fusaro spaccia come una propria scoperta qualcosa che, invece, circolava da anni (lo aveva già fatto in occasione del referendum del 4 dicembre scorso con l’altra colossale bufala sulla JP Morgan) e che già Povia, sui social, aveva ampiamente diffuso. “Non saranno i popoli originari del Vecchio Continente bensì una sorta di subumanità resa bestiale dalla mescolanza razziale” scriveva su un posto dell’aprile 2015 il cantante rilanciando l’attualità del piano Kalergi.

In luogo dei popoli radicati e con memoria storica, con identità culturale e con coscienza mnestica dei conflitti di classe e delle conquiste sociali, prende forma una massa di schiavi post identitari umiliati, strutturalmente instabili, servili e sfruttabili senza impedimenti e a ogni condizione. Sembra così realizzarsi, mutatis mutandis, il perverso disegno del conte Richard Nikolaus Coudenhove-Kalergi, espresso nel suo Praktischer Idealismus (1925)” ha scritto le settimane scorse Fusaro, pavoneggiandosi per la sensazionale scoperta fatta che, in realtà (al di là della sua assoluta inattendibilità), abbiamo visto essere storia vecchia e suggerita al filosofo dal cantante.

Il braccio (Povia) e la mente (Fusaro), il solito schema che funziona alla perfezione in ogni coppia che si rispetti. Per questo è un peccato che l’amministrazione comunale, per l’appuntamento de “L’Altra Italia”, abbia voluto dividerli. Avremo solo Fusaro e, siamo certi, non ci deluderà tra improbabili complotti e “supercazzole” post moderne.

Certo, però, con Povia al suo fianco sarebbe diventato uno spettacolo indimenticabile…

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